Protesta centro commerciale Auchan
Protesta centro commerciale Auchan

Milano, 12 settembre 2019 - Resta oscuro il futuro dei dipendenti della sede Auchan di Rozzano Milanofiori, circa 800 persone che si occupano di amministrazione, logistica, marketing e settore commerciale. Manovrano la complessa macchina dei supermercati della catena francese in Italia destinati a passare a Conad, e potrebbero trovarsi in surplus. Ma anche chi lavora direttamente nei punti vendita chiede «chiarezza» su un piano che solo in Lombardia coinvolge in tutto 5.000 persone, che corrispondono ad altrettante famiglie con il fiato sospeso. L’incontro che si è svolto ieri tra la società Bdc (partecipata al 51% da Conad e al 49% dalla Wrm di Raffaele Mincione) e sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs non ha sciolto i nodi e restano le «perplessità» sugli sviluppi di un’operazione che ha portato, primo effetto positivo, al salvataggio di una catena da tempo in crisi da parte di un gruppo in crescita. Salvataggio che, però, potrebbe non essere indolore.

«Non ci hanno ancora presentato un piano per il rilancio – spiega un sindacalista presente all’incontro – in questa fase osserviamo la massima cautela, senza sbilanciarci tra ottimismo e catastrofismo. Vogliamo evitare che Conad prenda solo quello che c’è di buono in Auchan, il nostro obiettivo è la salvaguardia occupazionale». La road map iniziale è stata fissata: 109 punti vendita del gruppo Auchan in Italia (45 solo in Lombardia) passeranno a Conad a partire da ottobre, entro febbraio 2020, attraverso una procedura di affitto di ramo d’azienda. Si tratta dei negozi più performanti, per i quali non dovrebbero esserci criticità.

Il problema è nel dopo, nella seconda tranche del piano, con il passaggio delle altre attività, perché non è stata ancora definita una cornice di regole condivise su un percorso che occuperà i prossimi 36 mesi. Una gigantesca e complicata operazione che non si tradurrà in un semplice cambio d’insegna e di gestione ma porterà al passaggio da un sistema “centralistico” a un sistema “distribuito” della rete vendita, che ha fatto la fortuna di Conad. In Lombardia i punti vendita coinvolti nella prima tranche dell’operazione sono gli ipermercati di Curno e Merate (il 15% rispetto al totale degli iper presenti) e 43 tra supermercati e negozi di vicinato sul territorio (il 45% rispetto al totale di questi formati). Attività commerciali che danno lavoro a circa 1.800 persone, che dovrebbero essere ricollocate nell’immediato. Situazione più incerta per gli altri 3.200 dipendenti, tra cui quelli della sede di Rozzano e dei due depositi, a Truccazzano e Chiari. Personale che potrebbe finire al centro dei progetti ventilati dal consorzio per tagliare il costo del lavoro: ammortizzatori sociali, pensionamenti, procedure di esubero. Per il 23 settembre è stato fissato un nuovo incontro, mentre Conad ha ribadito la volontà di «valorizzare tutta la rete ex Auchan».