Super Taranta sbarca all’Alcatraz di Milano: “Il ritmo del mondo si racconta”

Il direttore Antonio Castrignanò: tanti artisti e personalità per una musica che ha superato il folclorismo

La taranta
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Milano – È una pizzica “export” quella che bussa alle porte dell’Alcatraz nell’attesa di vedersi aprire. L’esperienza immersiva nelle luci e nei colori del Salento promessa dalla “Super Taranta” deve l’eccellenza dell’aggettivo alla quantità di personalità della musica pugliese riunite giovedì ai direttori Antonio Castrignanò e Mauro Durante sul palco di Via Valtellina. Gente come Alessia Tondo e Emanuele Licci, Giancarlo Paglialunga e Giulio Bianco o quella Enza Pagliara abituale protagonista pure della “Notte della Taranta” che irrompe ogni estate in tv.

Castrignanò cos’è “Super Taranta”?

"Mi piace definirlo un movimento artistico aperto a personalità, voci, musicisti che nel tempo con la loro sensibilità, il loro attivismo, la loro ricerca, hanno dato lustro e dignità alla musica salentina. Figure che hanno permesso alla Taranta di superare gli stilemi della musica folcloristica acquisendo una dignità pari a quella di ogni altro genere musicale. Un valido esempio di quelle espressioni ‘molto colte’ che De Simone dice di cogliere nella tradizione orale".

Negli anni Novanta lei stava con Daniele Durante, padre di Mauro, nel Canzoniere Grecanico Salentino. E Daniele era un po’ il perno della “Notte della Taranta”. Con la sua scomparsa, nel 2021, la strada sua e di altri s’è un po’ affrancata da quella del mega evento di Melpignano. Perché?

"Perché alcuni di noi hanno iniziato a seguire percorsi culturali diversi spesso indotti da visioni artistiche diverse. Il nostro progetto non vuol contrapporsi ad alcunché, ma solo essere la celebrazione di un linguaggio che abbiamo ereditato da nonni, padri, zii, e che continuiamo a portare in giro per il mondo".

Insomma, il primo obiettivo è quello di conservare l’integrità della pizzica.

"Sì, un fine che negli ultimi anni non ho trovato nella ‘Notte della Taranta’ forte come prima. Credo che load manifestazione abbia perseguito un fine diverso, quello dello spettacolo fine a sé stesso. Scelta in parte indotta dalla massiccia presenza televisiva che, trasformandolo in uno show di massa, ha finito inevitabilmente col cambiargli un po’ fisionomia. La narrazione di Rai1 non è quella di Rai5".

E la Taranta in un rockclub che effetto fa?

“Non è il luogo a fare la musica, ma il contrario. A chi s’immagina la Taranta solo nelle piazze, vorrei ricordare che un tempo si facev a negli ambienti domestici, nelle feste, nelle trattorie. Esprime un ritmo del mondo che noi musicisti salentini ci portiamo dentro e che quando esce fuori riesce a raccontarsi". 

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