Ursula von der Leyen sprona in meneghino: "Milan l’è on gran Milan"

Alla cerimonia di apertura dell’anno accademico della Bocconi il messaggio della presidente della Commissione europea: città bella e ferita, saprà rialzarsi

La presidente Ursula von der Leyen
La presidente Ursula von der Leyen

Milano, 29 novembre 2020 - «Milan l’è on gran Milan". Lo dice Ursula von der Leyen, in dialetto meneghino. Così, la presidente della Commissione europea, protagonista della cerimonia di apertura dell’anno accademico della Bocconi, ha reso omaggio a quella "Milano, così bella e così ferita" ricordando i versi della canzone-simbolo (firmata da Giovanni D’Anzi e Alfredo Bracchi nel 1939) e i punti forza di una delle "Capitali d’Europa" come l’ha battezzata: città di arte e moda, di imprenditori e innovatori, ma soprattutto "città della solidarietà". Ingredienti necessari per la ripartenza. "Lo avete già dimostrato dopo la crisi del 2008, trainando la ripresa con Expo", ha rievocato Ursula von der Leyen. "Dove solo un anno fa fervevano la vita e un’economia sana, musica e artisti, il virus ha portato silenzio e dolore. Ma Milano è anche una città della resilienza, dove vivono molti eroi del quotidiano", ha sottolineato, citando anche l’impegno in prima linea di 500 giovani bocconiani nell’emergenza, per aiutare gli studenti più piccoli alle prese con la didattica a distanza, e definendo la loro università "cattedrale del pensiero economico per l’Italia e per l’Europa intera". "Milano - ha ribadito - è oggi una città di solidarietà, dove migliaia di persone si sono mobilitate per aiutare i propri vicini. E stanno dimostrando la verità di quella vecchia canzone". Ripetuta come un mantra dal sindaco Giuseppe Sala, via social: "Milan l’è un gran milan. Grazie signora presidente".

«La presidente della Commissione Europea può raccontare agli studenti della Bocconi, a tutti gli studenti europei, alle prossime generazioni di europei, di aver salvato la loro Europa insieme alle istituzioni dell’Unione Europea, perché tiene a loro e ha saputo trasformare una crisi in costruzione", ha commentato Mario Monti, presidente dell’Università Bocconi, sul palco dell’ateneo con il rettore Gianmario Verona, che ha aperto l’anno ricordando sì lo “tsunami Covid-19” ma “bacchettando” anche l’Italia per l’impreparazione alla seconda ondata, dalla sanità alla scuola passando dai trasporti, prima di mostrare il piano di rilancio 2021/2025. Su quel palco - con la community collegata - arriva anche il messaggio della cancelliera tedesca Angela Merkel agli studenti: "Per quanto sconcertanti possano essere gli effetti di questa crisi, non possono fare nulla per smorzare la sete di conoscenza che avete mostrato scegliendo l’Università Bocconi, ateneo di fama internazionale".

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