MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Camillo Zottola e lo Sportello Maturità: "Io, ex studente balbuziente sono un dottore e faccio il rap"

Milano, medico di base di 29 anni, oggi è presidente dell’associazione Vivavoce. Fino al 6 luglio apre le porte a ragazzi con problemi di comunicazione, o anche di ansia

Camillo Zottola
Camillo Zottola

"Io ho affrontato la maturità da balbuziente. Nella mia cameretta riuscivo a esporre la tesina in 6 minuti... che raddoppiarono davanti alla commissione d’esame". Sono passati 11 anni da quel giorno, che Camillo Zottola, oggi ventinovenne, ricorda con tenerezza. "Tenere a mente da dove sono partito mi rende ancora più felice adesso", pensando alla strada affrontata per superare alla grande il suo problema: non solo non è più balbuziente ma si è laureato in Medicina, diventando medico di base, ed è presidente dell’associazione Vivavoce che aiuta chi "non riesce ad essere se stesso a causa di problemi nella comunicazione". Una realtà nata nel 2019 affiancandosi al Centro Medico di via Pergolesi 8 a Milano (con sedi anche a Udine, Bologna, Roma, Caserta e Messina) creato 10 anni fa da Giovanni Muscarà, ex balbuziente. Adesso, proprio ripensando a 11 anni fa, Zottola vuole dare una mano ai diplomandi con lo “Sportello Maturità“: fino al 6 luglio, l’associazione offre ai ragazzi la possibilità di richiedere un incontro gratuito di supporto psicologico o logopedico con una equipe di specialisti. "L’intento – spiega – è aiutare tutti, non solo chi ha problemi ad esprimersi ma anche chi si sente sopraffatto dallo stress e dall’ansia". Per chiedere informazioni o avere un appuntamento basta mandare una mail a info@associazionevivavoce.it.

Ma come ha fatto Zottola a superare le sue difficoltà? "Io – racconta – ho fatto i conti con la balbuzie per tutti gli anni di scuola. Per fortuna sono stato sempre circondato da compagni e insegnanti che mi comprendevano". Originario della provincia di Lecco, ha frequentato il liceo scientifico di Oggiono e oggi vive e lavora a Varese. "Alla maturità mi sono reso conto di aver toccato il fondo a causa di stress e soggezione davanti alla commissione. Ma per fortuna sono sempre stato studioso e apprezzato, quindi mi sono diplomato. Prima di iniziare l’università, però, ho cercato un centro che potesse aiutarmi". Così si è imbattuto in Vivavoce e ha affrontato un percorso mirato con gli specialisti. "A poco a poco sono rinato".

Adesso sente di voler restituire una parte di ciò che ha ricevuto. "Tra i miei obiettivi non c’è solo aiutare chi ha difficoltà nel linguaggio ma anche far capire a tutti che la balbuzie non è la semplice ripetizione di sillabe: quella è la punta di un iceberg. Alla base c’è insicurezza che porta a evitare di esporsi, a selezionare con cura le lettere da pronunciare, a porsi dei limiti nello studio e nella carriera. Ma tutto si può superare. Voglio accendere i riflettori un argomento spesso sconosciuto o sottovalutato; sensibilizzare tutte le persone. Tutti possiamo arrivare lontano e dobbiamo provare a realizzare i nostri desideri". E lui, prima di diventare medico, ha pure coronato un altro sogno: essere un rapper. "Con il nome d’arte Millinger ho composto e interpretato dei brani, uno dei quali si intitola “Non fermarti“", un imperativo eloquente e un incoraggiamento a chi si prepara per la maturità ma non solo.

Vivavoce sottolinea che sono più di 570mila i giovani che presentano disturbi del linguaggio in età di sviluppo, mentre secondo una ricerca Ipsos l’Italia è ultima in Europa per benessere psicologico. A soffrire di più sono i giovani: il 66% dichiara di vivere una situazione di stress, il 37% stati di ansia e il 18% afferma di avvertire stati di depressione. Secondo l’Istat, nel 2021 in Italia sono oltre 220mila i ragazzi tra i 14 e i 19 anni che si ritengono infelici e che hanno affermato di soffrire di un qualche malessere psicologico. Pesano l’incertezza sul futuro, la solitudine e l’immagine corporea, ma anche una maggiore sensibilità alla tematica del cambiamento climatico. Per il 38% tecnologia e social media hanno un impatto negativo sul proprio benessere mentale. Tra questi, solo uno su 12 riporta uno stato di benessere mentale pieno (fonte Ipsos - AXA Mind Health Report 2023).