ANDREA GIANNI
Cronaca

Torre dei Moro, la rinascita: 4 anni dopo l’incendio del palazzo i primi abitanti nelle villette rifatte

Sette le case consegnate, per il nuovo grattacielo si attende la fine del 2026. Le ottanta famiglie sfollate ricordano lo choc. Pronta al debutto la Torre Seta

La Torre dei Moro avvolta dalle fiamme e la futura Torre Seta

La Torre dei Moro avvolta dalle fiamme e la futura Torre Seta

Milano, 30 agosto 2025 – Le prime sette famiglie sono rientrate quest’estate nelle loro case, le villette che fanno parte del complesso distrutto dal rogo il 29 agosto 2021, quattro anni fa. Le altre attendono il 2026, quando dovrebbero terminare i lavori per la ricostruzione del grattacielo di 18 piani in via Antonini, che da Torre dei Moro ha preso il nome di Torre Seta.

Un incendio, in una domenica d’agosto, che non ha provocato vittime ma ha lasciato 80 famiglie senza un tetto. “Quel giorno ero fuori casa – racconta Mirko Berti, uno dei residenti –, e un vicino mi ha telefonato dicendo che il palazzo stava andando a fuoco. Mi sono precipitato lì e quando sono arrivato era tutto avvolto dalle fiamme, una scena che non dimenticherò mai. Ho perso tutto, anche oggetti che per me hanno un forte valore affettivo: libri e ricordi dei miei viaggi, le maglie del Milan autografate, soprattutto i ricordi di mia madre che non c’è più, come le foto insieme, i regali per arredare la casa. Provo amarezza per il fatto che in questi quattro anni non è stato fatto nulla per migliorare le norme antincendio, per la sicurezza degli edifici e per gestire l’emergenza abitativa quando capitano casi come il nostro. I nostri appelli alla politica, lanciati più volte, sono caduti nel vuoto”.

Una battaglia che i residenti, riuniti in un comitato, hanno condiviso anche con i sopravvissuti ai maxi-incendi dalla dinamica simile della Grenfell Tower di Londra, nel 2017, e del complesso Campanar di Valencia. Sul rogo in via Antonini è in corso un processo, a carico di 13 imputati fra progettisti, costruttori e fornitori di materiali, che riprenderà il prossimo 8 settembre. Secondo le accuse, formulate dalla pm Marina Petruzzella, quei pannelli Larson PE prodotti dal colosso spagnolo Alucoil (tra gli imputati anche due manager dell’azienda) erano stati scelti per risparmiare sui costi di costruzione. Pannelli usati per le facciate “a vela” che in pochi istanti sono stati avvolti dalle fiamme, trasformando il gigante di 18 piani in un cerino circondato dal fumo.

Quel giorno di quattro anni fa è iniziata la battaglia delle famiglie per riavere le loro case, in una città che ora è travolta dalle indagini sulla gestione dell’urbanistica. “Siamo considerati ‘troppo ricchi’ per poter ottenere un alloggio provvisorio – prosegue Berti – e abbiamo dovuto arrangiarci con le nostre forze. La maggior parte di noi vive in affitto, alcuni sono dovuti andare fuori dalla Lombardia, per non parlare dei costi e degli ostacoli che abbiamo dovuto superare. Quello che ci salva è la speranza nel futuro”.

Le gru sono in azione, nel cantiere dove sta sorgendo la Torre Seta progettata dall’architetto Marco Piva. La consegna degli appartamenti, pur con qualche ritardo, è prevista per gli ultimi mesi del 2026, anno delle Olimpiadi Milano-Cortina che per le famiglie dovrebbe segnare un traguardo raggiunto. Sulla struttura verrà installato un impianto antincendio “water mist“ di ultima generazione, sistema ad acqua che avvolgerà come uno scudo il grattacielo rinato.