Incollati a telefonini e pc, difetti alla vista per due alunni milanesi su tre. “Troppi casi ignorati”

L’ultima indagine di Istituti Maugeri e provveditorato su tremila alunni. "Connessi 14 ore al giorno: benessere visivo e apprendimento in pericolo"

Un bambino davanti al computer

Un bambino davanti al computer

Due alunni milanesi su tre hanno difetti visivi, spesso non corretti, che possono incidere sull’apprendimento. È quanto emerge dall’ultima ricerca “Ci vediamo a scuola“ che ha coinvolto 3.074 studenti delle scuole primarie e medie. "A monte di questo problema ce n’è un altro: un uso eccessivo di smartphone e schermi, come è stato appurato anche da studi neuro-scientifici internazionali. Le nuove generazioni utilizzano in media quattro diversi dispositivi digitali, spesso simultaneamente, per un tempo che supera le otto ore al giorno negli adulti e raggiunge 14 ore al giorno tra i 16 e i 24 anni", spiega Idor de Simone, ricercatore di Scienze Visive e ottico optometrista, che coordina il progetto promosso dagli Istituti clinici Maugeri in tandem con l’Ufficio scolastico territoriale di Milano, che ha siglato un nuovo accordo per proseguire lo screening gratuito allargando il campione e le classi coinvolte nella Rete delle scuole che promuovono la salute (oggi 165).

«L’obiettivo è arrivare a cinquemila studenti per consolidare lo studio e presentarlo presto al Ministero dell’Istruzione e del Merito per progetti su larga scala che coinvolgano anche i docenti – continua De Simone –. I dati che abbiamo raccolto sono già molto indicativi. Solo il 35% (ovvero 1.078 studenti sui 3.074 valutati, ndr) non presenta né difetti visivi né disturbi oculo-motori. Due su tre non solo hanno difetti visivi, ma il 65% di questi (1.307) non ha alcun tipo di correzione". Più di uno studente valutato su due (il 53%) ha disturbi oculo-motori, l’8% presenta una “discromatopsia“ ovvero un’alterazione alla percezione cromatica parziale.

A questi dati e all’uso non controllato degli schermi, si incrociano anche i dati che evidenziano il continuo incremento degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento che - sul totale dei frequentanti - in Italia sono passati dallo 0,7% del 2010/2011 al 5,4% del 2020/2021; i valori più elevati sono stati riportati da Valle d’Aosta e Liguria, (8,3 e 8,4%), seguite da Piemonte e Lombardia (7,8%). Nell’indagine “Ci vediamo a scuola“ sono stati valutati anche 225 alunni che avevano già una certificazione, tra loro solo 51 vedono correttamente; a 147 studenti Dsa sono stati riscontrati difetti visivi, in 92 casi mai corretti prima; 132 hanno alterazioni oculo-motorie.

"La qualità dell’apprendimento può essere influenzata da una funzionalità visiva fragile, il 70%-80% delle informazioni alle aree cerebrali passa dal canale visivo – ricorda De Simone –. L’obiettivo, oltre alla prevenzione e alla correzioni di eventuali difetti per tempo, è sensibilizzare sul benessere visivo a scuola, diffondendo buone pratiche, formando gli insegnanti e preservando il sistema visuo-oculo-motorio da un eccessivo uso di dispositivi digitali".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro