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16 set 2018

Strage di via Palestro, il figlio del vigile ucciso: "Noi lasciati soli"

Matteo Ferrari ha ereditato la passione per la musica dall’agente vittima di Cosa Nostra: difficoltà e poche tutele

16 set 2018
andrea gianni
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Matteo Ferrari
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Matteo Ferrari

Milano, 16 settembre 2018 - Un organo elettronico che resiste allo scorrere del tempo, testimone delle traversie di una famiglia sconvolta dalla bomba esplosa in via Palestro il 27 luglio del 1993. Matteo Ferrari ha ereditato dal padre Alessandro, ucciso all’età di 30 anni, quando lui aveva pochi mesi di vita, la passione per la musica. Ha imparato a suonare lo strumento a tastiera che apparteneva al genitore, rimasto da allora nello stesso posto, nell’appartamento milanese dove l’agente della polizia locale Alessandro Ferrari, una delle cinque vittime dell’attentato compiuto da Cosa Nostra, viveva con la moglie e il suo unico figlio. Matteo, 26 anni, si è da poco laureato in Ingegneria edile al Politecnico. E racconta il suo viaggio nella memoria, ricordi personali di una strage mafiosa che 25 anni dopo «rischia di essere dimenticata». Suo padre è stato ucciso in servizio. Fu lui a lanciare l’allarme dopo aver notato la Fiat Uno parcheggiata di fronte al Pac, da cui fuoriusciva il fumo, che poi saltò in aria. Come ha acquisito consapevolezza, nel corso degli anni, di quello che è accaduto? «L’ho saputo da mia madre, dai miei familiari, a piccoli passi. Quando ero un bambino mi chiedevo perché, a differenza dei miei coetanei, non avessi un padre. Ho iniziato a fare delle domande, e ho ottenuto le risposte». Che idea si è fatto della personalità di suo padre? «Era una persona onesta, che amava la sua famiglia e il suo lavoro. La sua fine è la sintesi della sua vita: è morto mentre faceva il suo dovere. Nella nostra casa a Milano abbiamo conservato le sue foto e il suo organo elettronico. Da lui ho ereditato la passione per la musica». Ha imparato a suonare? «Ho iniziato a suonare il suo organo spontaneamente, forse per sentirmi più vicino a lui. Si tratta di uno strumento delicato, che ...

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