La statua di Indro Montanelli nei giardini che portano il suo nome (foto Mianews)
La statua di Indro Montanelli nei giardini che portano il suo nome (foto Mianews)

Milano, 11 giugno 2020 - "Una vicenda sgradevole, sia nel merito che nel metodo. Esprimo stupore e sconcerto per una richiesta inaccettabile". Così parla all'Adnkronos Alberto Malvolti, presidente della Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio, istituita nel 1987 per volontà dello stesso Indro Montanelli nel suo paese natale, commenta la richiesta di rimuovere da Milano la statua dedicata al giornalista.

"Si vuole usare strumentalmente un singolo episodio della vita giovanile di Montanelli, il matrimonio con una ragazza minorenne in Etiopia, peraltro che non comportò nessuna violenza e che fu condiviso pubblicamente dalla popolazione abissina - sostiene Malvolti - per colpire un personaggio famoso e così richiamare una vasta attenzione". "A parte che a Montanelli le statue non piacevano (una volta disse che servono solo per essere prese di mira dagli escrementi dei piccioni), trovo assurdo che si chieda di rimuovere un omaggio a un grande milanese adottivo che ha amato Milano, la città dove ha lavorato e vissuto, e che ha contribuito ad accrescerne il prestigio nel mondo", conclude Malvolti.