Stallo alla Siae Microelettronica: "Dov’è il piano industriale?"

Sindacati sul piede di guerra: nessuna traccia della tanto attesa immissione di liquidità "Chiederemo comunque un’audizione urgente alla IV commissione del Consiglio regionale".

Stallo alla Siae Microelettronica: "Dov’è il piano industriale?"
Stallo alla Siae Microelettronica: "Dov’è il piano industriale?"

Situazione in stallo in casa Siae Microelettronica e i sindacati proclamano lo sciopero per lunedì, tornando all’attacco dopo i presìdi di queste settimane. "Della preannunciata e tanto attesa immissione di liquidità prevista a novembre, a cui far seguire entro fine anno il piano di ricapitalizzazione annunciato in Regione, non c’è traccia – spiega Giorgio Pontarollo della Fiom Milano –. Speriamo che durante l’incontro del 5 dicembre l’azienda ci rappresenti un quadro mutato rispetto a oggi".

La società, al tavolo della commissione regionale, aveva assicurato che entro la fine di novembre avrebbe presentato il nuovo piano industriale, parlando anche di un investimento di 30 milioni di euro. "Speriamo che lo consegnino la settimana prossima, ma non siamo molto ottimisti viste le premesse. Senza soldi quale piano può essere credibile? Chiederemo comunque un’audizione urgente alla IV commissione del consiglio regionale", continua Pontarollo.

Una situazione complessa quella che sta vivendo il polo di via Buonarroti, dove tra Siae e la controllata Sm Optics – quest’ultima messa in vendita nelle scorse settimane – lavorano quasi 800 addetti specializzati nel settore delle telecomunicazioni. "Senza piano di rilancio, senza investimenti, senza ripresa produttiva, senza prospettive non può esserci un futuro certo. Per questi motivi proseguiamo la mobilitazione". Così, lunedì dalle 10 alle 12 i lavoratori saranno in sciopero con un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, là dove ogni martedì e ogni giovedì mattina già la Fiom da metà novembre ha fatto sentire e vedere la sua presenza.

"Da 3 anni vengono tagliati i salari con la cassa integrazione. Da luglio 2021 vengono prelevate le quote dagli stipendi e non vengono versate al Fondo Cometa, insieme alla quota aziendale e alla percentuale di Tfr. Da giugno non viene pagato il welfare aziendale – ricordano le Rsu –. Per il quarto mese consecutivo saranno pagati in ritardo gli stipendi. Non è più tempo di nascondere la testa sotto la sabbia, dobbiamo unire le nostre forze ed essere solidali per far valere i nostri diritti".

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