MASSIMILIANO SAGGESE
Cronaca

Sindaca all’attacco di OperAttiva. Resa dei conti al prossimo consiglio

I fuoriusciti dalla maggioranza tengono in scacco da due anni l’Amministrazione, Barbieri: avanti comunque

Sindaca all’attacco di OperAttiva. Resa dei conti al prossimo consiglio

Sindaca all’attacco di OperAttiva. Resa dei conti al prossimo consiglio

L’ultimo atto della giunta guidata da Barbara Barbieri potrebbe andare in scena durante il prossimo consiglio comunale. Dopo mesi di scontro all’interno della maggioranza la sindaca attacca il gruppo OperAttiva, nato dai consiglieri usciti dalla maggioranza e che tengono in scacco l’amministrazione comunale: e ora arriva la resa dei conti. Dopo due anni e mezzo di immobilismo amministrativo e dopo le dimissioni del vicesindaco Alessandro Virgilio, arrivate pochi giorni fa e chieste dai "dissidenti" che però si sono detti insoddisfatti della decisione, il clima è diventato ancor più rovente. "L’immobilismo imputato all’ex vicesindaco Alessandro Virgilio, cioè quello legato ai lavori pubblici, riguarda un settore vessato da indagini e condanne, e ha ben altre radici che i componenti di OperAttiva fanno finta di non conoscere - sono le parole della sindaca -. Gli avvicendamenti nella giunta operese non precludono certo il buon lavoro di ricostruzione in atto che il gruppo Futura (la lista che ha eletto la sindaca) intende portare avanti". Ora decisivo sarà il prossimo consiglio comunale quando ai consiglieri di OperAttiva spetterà decidere se tenere in vita questa maggioranza dopo le bordate dei mesi scorsi o andare al voto. E dall’opposizione arriva la replica dell’ex sindaco Ettore Fusco: "Dopo tre anni di nulla, dopo le dimissioni di sei consiglieri dal suo gruppo, quattro assessori di cui un vicesindaco, due capigruppo, la sua alter ego e una “gragnola” di dipendenti che scappano dal Comune per la sua pessima gestione, ha il coraggio di parlare del passato e annunciare la volontà di governare almeno dieci anni. Forse non si è accorta che è arrivata al capolinea e soprattutto che Opera negli anni precedenti questo suo disastro, quindi nel decennio in cui ho governato con le mie due giunte, si è trasformata ed era diventata un gioiello della provincia di Milano senza eguali nella cintura metropolitana. Ma oggi è alle corde, senza più alcuna credibilità e senza neppure compagni di viaggio che vogliano condividere con lei questo sfacelo che la porterà certamente al giudizio degli elettori, quanto prima".