"Siamo costretti a rifiutare incarichi"

L’istituto che sorveglia Mind organizza un recruting day. L’ad: offriamo 500 posti, questo ruolo va ripensato

"Siamo costretti a rifiutare incarichi"

"Siamo costretti a rifiutare incarichi"

La data da segnarsi è mercoledì. L’orario, dalle 9,30 alle 17. L’indirizzo: via Vincenzo Monti, 54, Rho, alle porte di Milano. In palio ci sono 500 posti di lavoro nel mondo della sicurezza e vigilanza privata entro i prossimi sei mesi. "A essere ottimisti raccoglieremo la metà delle candidature", prevede Antonio Di Prima, amministratore delegato dell’Istituto di Vigilanza Coopservice, società che da febbraio sorveglia le aree comuni all’interno del Mind (Milano Innovation Distric), nel sito che ospitò Expo Milano 2015. "Eppure ne abbiamo bisogno almeno un centinaio solo per la Lombardia. A oggi siamo costretti a rifiutare quotidianamente richieste di lavoro perché siamo sotto organico".

Quali profili cercate?

"Cerchiamo guardie giurate già “decretate“ dal Ministero ma anche candidati che hanno voglia di cimentarsi in questa professione: li assumiamo come operatori fiduciari e li accompagniamo nel percorso formativo per ottenere il decreto di guardia giurata garantendo loro lo stipendio".

Quando è iniziata la “crisi“?

"Fino a prima del Covid i curricula superavano il fabbisogno".

Eppure durante l’emergenza sanitaria, con gli accessi regolamentati e i piani anti-code, sembrava di vedere più vigilantes.

"È stata una parentesi a cui non c’è stato seguito".

Quali sono le cause?

"Ci sono meno persone disposte a fare questo mestiere per diverse circostanze di cui tutto il settore ha colpe. Non è una professione semplice perché gli zonisti sono fuori la notte e per otto anni, prima degli ultimi due rinnovi contrattuali, i salari sono rimasti fermi. Tutto incide: noto però che chi si dimette dalla nostra società cambia vita. Sceglie la fabbrica o l’ufficio".

Quanto guadagna una guardia giurata?

"Dipende dal livello".

Incide un senso di minor sicurezza sulle strade?

"Non credo, anche se non lo escludo".

Come si può rilanciare la professione? Ritiene che si possano ampliare i poteri?

"Il ruolo va ripensato dall’alto. Basti pensare all’impatto che avrà la tecnologia nella gestione di alcune fasi che oggi prevedono la presenza fisica della guardia. Sono convinto, però, che è un cambiamento che può valorizzare la figura della guardia: l’intervento andrà sempre eseguito. Per i poteri sono disciplinati dal decreto ministeriale: dopo decenni si può pensare a qualche modifica, ma si deve partire dal ruolo".

Quali settori chiedono la presenza di più guardie?

"Il commercio e la sanità: poi possiamo discutere se in un mondo normale occorre prevedere la sicurezza privata nei pronto soccorso, ma la situazione è questa". Luca Balzarotti