Sesto San Giovanni: sgomberata la Casa Rossa Rossa. Otto persone affidate ai Servizi sociali

L’immobile di via Sacco e Vanzetti era stato occupato nell’estate del 2018. Ospitava famiglie alle prese con situazioni di emergenza abitativa ed era sede dell’Unione Inquilini

Le operazioni di sgombero (Spf)

Le operazioni di sgombero (Spf)

Sesto San Giovanni, 21 febbraio 2024 – Sigilli alla Casa Rossa Rossa. L’immobile di via Sacco e Vanzetti, nel quartiere di Cascina Gatti, da tempo occupato da famiglie alle prese con situazioni di emergenza abitativa, è stato sgomberato nella mattinata di oggi, mercoledì 21 febbraio.

Lo stabile, sede dell’Unione Inquilini, sindacato di base da sempre al fianco delle persone rimaste senza casa a causa di sfratti o per altre motivazioni, dal 2016 è stato interessato da diverse occupazioni, a opera di famiglie per lo più di origine nordafricana o di soggetti indigenti, che trovavano temporaneo rifugio all'interno dei locali della palazzina dal caratteristico colore scarlatto.

"La liberazione dello stabile, considerata la complessità e la delicatezza della situazione per il coinvolgimento anche di famiglie in situazione di fragilità – si legge in una nota diffusa dalla Prefettura di Milano, che ha coordinato l’operazione – è stato oggetto di un complesso lavoro da parte di un dedicato tavolo tecnico istituito e coordinato” dalla prefettura “con il coinvolgimento del Comune di Sesto San Giovanni e il commissariato di Polizia” cittadino.

Al momento delle operazioni di sgombero, nell'immobile erano presenti 12 persone che sono state immediatamente allontanate dalle forze di polizia, mentre altri 8 soggetti, tutti quelli in situazioni di fragilità, sono stati affidati ai servizi sociali comunali per le valutazioni del caso (il sindaco Roberto Di Stefano, in passato, aveva annunciato che l’amministrazione si sarebbe fatta carico esclusivamente delle persone residenti in città). 

Le operazioni di sgombero, fanno sapere dalla Prefettura, si sarebbero svolte nella massima tranquillità. Una volta svuotati, i locali sono stati riconsegnati alla proprietà per l'immediata messa in sicurezza della struttura. L’immobile, nel maggio del 2018, era stato acquistato all’asta dalla società Aesse Servizi Immobiliari. Il capannone di via Sacco e Vanzetti era stato occupato nel luglio del 2016, in precedenza si erano installati in un fabbricato di viale Italia di proprietà di un pizzaiolo egiziano.

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