Sesto San Giovanni, omicidio di via Pisa: è caccia ai complici dell’agguato

Il marocchino colpito al polso da un proiettile è stato dimesso, mentre resta in ospedale il libico che era stato massacrato con le mazze da baseball

I carabinieri sul luogo dell'omicidio a Sesto San Giovanni

I carabinieri sul luogo dell'omicidio a Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni (Milano), 25 ottobre 2023 – Si sta cercando di stringere il cerchio per identificare i complici dell’agguato di via Pisa, che lunedì 23 ottobre ha visto la morte del marocchino Youssef Saadani, 27 anni, per questioni legate al traffico di droga.

Ieri sera, martedì 24 ottobre, c’è stato il primo fermo: si tratta di un connazionale di 32 anni, pregiudicato e senza fissa dimora, che si nascondeva a Pero. È sospettato di aver preso parte alla violenta aggressione che ha portato anche al ferimento di un altro uomo, colpito da un proiettile a un polso, e al pestaggio di una terza persona. L’uomo, come confermato dalla Procura di Monza, faceva certamente parte del gruppo che si è presentato all'appuntamento con l'obiettivo di aggredire la banda ritenuta rivale.

Ora è caccia agli altri complici, che potrebbero essere addirittura una decina. Secondo alcune testimonianze, sarebbero scappati ancora con le mazze in mano per raggiungere due automobili e poi sfrecciare via. Ascoltate le due vittime dell’aggressione e messo sotto torchio il 32enne marocchino, vanno quindi avanti le indagini, affidate ai carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni e al nucleo investigativo di Milano, coordinati dal pm di Monza Alessandro Pepé.

È stato dimesso dall’ospedale San Giuseppe, con una prognosi di 30 giorni, il libico che era stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla mano. Anche lui era stato soccorso dagli abitanti della corte di via Pisa, all’interno al Parco della Media Valle del Lambro.

“Aveva la mano con un grosso rigonfiamento – ha ricordato Gianluca Nigro, che abita nella cascina e che ha cercato anche di rianimare Joussef quella sera -. Delle persone che ci siamo trovati davanti alle nostre porte, era quella che stava meglio. Ci ha chiesto prima un bicchier d’acqua e poi, quando è arrivata l’ambulanza, una sigaretta”.

L’altro marocchino è stato ricoverato all’ospedale San Raffaele in codice giallo in condizioni più serie. Ha riportato diverse fratture, per essere stato preso a calci, a pugni, e per essere stato selvaggiamente picchiato anche con dei bastoni. “C’è chi ha visto delle mazze da baseball. Era davvero massacrato. Cercava di alzarsi, non ci riusciva. Aveva la faccia gonfia come un pallone, piena di ecchimosi e lividi. Tutti i denti per terra”, ha raccontato Gianluca. I carabinieri stanno cercando di ricostruire i motivi che hanno portato a questo scontro violento: tra le ipotesi vecchie ruggini, debiti per partite di droga non saldate e la contesa delle piazze dello spaccio.

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