ANNA GIORGI
Cronaca

Giulia Tramontano, il piccolo Thiago ucciso da una coltellata in pancia: il dubbio degli investigatori e le risposte dell’autopsia

Omicidio di Senago, vertice in procura per stabilire i quesiti da sottoporre al team medico legale che eseguirà l’esame sul corpo della donna uccisa da Alessandro Impagnatiello

Alessandro Impagnatiello e Giulia Tramontano

Alessandro Impagnatiello e Giulia Tramontano

Milano – Si è concluso nel tardo pomeriggio il vertice in procura tra i magistrati e gli investigatori che stanno seguendo l’inchiesta sull’omicidio di Giulia Tramontano. Oggetto dell’incontro erano i quesiti da sottoporre al team medico legale che alle 8 di mattina di domani venerdì 8 giugno eseguirà l’autopsia sul cadavere della donna uccisa dal compagno Alessandro Impagnatiello.

Cadavere che – ha sottolineato la procura – è stato trovato in condizioni pessime: prima di scaricare il corpo, che l’uomo ha provato a bruciare per due volte, tra le erbacce nella piccola aree tra i box di via Monte Rosa, l’assassino ha anche stretto la pancia della donna, al settimo mese di gravidanza, con la plastica e un telo.

Al vertice hanno partecipato il procuratore capo Marcello Viola, il procuratore aggiunto Letizia Mannella, il pm Alessia Menegazzo e il nucleo investigativo dei carabinieri. Per chiarire alcuni dei punti ancora oscuri del delitto, il team di specialisti che eseguirà gli esami autoptici, composto da 2 medici legali, un entomologo forense, un medico specializzato in tossicologia e uno specializzato in autopsie neonatali, dovrà accertare innanzitutto il momento esatto della morte. Impagnatiello ha detto di aver ucciso la compagna nella serata di sabato 27 giugno tra le 8 e le 8.30.

Fondamentali saranno gli accertamenti sul numero reale di coltellate che il barman ha inferto alla donna perché, se da un lato è chiaro che quella mortale è stata quella alla gola, sarà necessario capire quante altre oltre alla seconda in gola e all’altra sotto il seno destro, ne sono state inferte sul resto del corpo, in particolare sul feto. L’altra terribile domanda alla quale l’esame dovrà dare è una risposta è, appunto, se il bimbo che Giulia portava in grembo sia morto per una coltellata alla pancia che ad un primo esame non era visibile

L’altro aspetto da chiarire riguarda il topicida trovato nella casa della coppia a Senago e che Impagnatiello ha detto di aver acquistato per "questioni legate al lavoro". Gli esami tossicologici sul corpo dovranno stabilire se Giulia avesse già ingerito piccole quantità del veleno per topi rima di venire colpita a morte dal compagno.