Scuola chiusa per Ramadan, l’imam Ali Abu Shwaima: “Pioltello tra le città più civili al mondo”

Secondo il presidente del Centro Islamico di Milano e Lombardia “chi fa polemica vive nel Medioevo”

Ali Abu Shwaima

Ali Abu Shwaima

Milano – Non sono destinate a spegnersi presto le polemiche sulla scelta della scuola Iqbal Masih di Pioltello di chiudere il 10 aprile in occasione della festa di fine Ramadan. Scelta ribadita ieri durante una riunione straordinaria del Consiglio d’istituto. Tra gli ultimi a intervenire c’è l'imam Ali Abu Shwaima, presidente del Centro Islamico di Milano e Lombardia, considerato tra i maggiori esponenti dell'Islam in Italia, che ha commentato il caso all’agenzia AdnKronos. 

Le parole dell’imam

"Pioltello è tra le città più civili del mondo, perché la gente civile guarda anche ai sentimenti degli altri". E ancora: “I cittadini sono tutti uguali - osserva l'imam - e se ci sono feste del patrono della città c'è anche la festa per i musulmani, che rappresentano metà degli studenti". Secondo Ali Abu Shwaima "ogni cittadino di Pioltello deve essere orgoglioso della propria città e soprattutto degli amministratori, inclusi gli insegnanti, che hanno avviato l'iniziativa". Chi fa polemica, conclude l'imam "vive nel Medioevo". "Io - conclude - ritengo che Pioltello sarà all'avanguardia tra le città italiane e tra qualche anno vedremo dei Comuni imitarla. La useranno come esempio di città" inclusiva "che apre a tutti i cittadini".

Le parole dell’arcivescovo Delpini

Parole che seguono quelle della stessa Diocesi di Milano. Domenica scorsa, durante l’incontro con i cresimandi a San Siro, monsignor Mario Delpini è tornato sull’argoimento: “Si è fatto un caso nazionale di una scelta che è nelle prerogative della scuola. Ne è stata fatta una specie di crociata che ha complicato la vita alla città, al preside, agli insegnanti".

Qualche giorno prima, Roberto Pagani, diacono permanente che dal 2013 è responsabile del Servizio ecumenismo e dialogo interreligioso della Diocesi di Milano, ha riferito di essere a favore del gesto. A Famiglia Cristiana, Pagani ha dichiarato: "Siamo a favore di questo gesto. Di più: come i musulmani in Italia condividono e festeggiano insieme a noi cattolici il Natale e la Pasqua, trovo bello che un'iniziativa di dialogo interreligioso parta da una scuola, si faccia promotrice della creazione di un ponte tra giovani che a casa vivono fedi differenti”.

"Dalle parole del preside lette in questi giorni noto che c'è un lavoro dietro la scelta che punta ad aiutare i ragazzi a conoscere la cultura e la religione di loro compagni di banco. Se non prendiamo la strada della conoscenza reciproca e del rispetto, gli integralisti diventiamo noi”, ha concluso Pagani.

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