NICOLA PALMA E MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Sara Capani, chi è la ragazza morta nell’incidente di via Novara a Milano: il mare, i tatuaggi. “Era straordinaria”

Il post di un amico: “Ho avuto la fortuna di vivere esperienze magnifiche con te”. Alla guida del Kymco c’era Samuele Lunardi, appassionato di Milan e Vasco”

Sara Capani, 31 anni, è morta al San Raffaele per i traumi riportati nell’incidente di via Novara

Sara Capani, 31 anni, è morta al San Raffaele per i traumi riportati nell’incidente di via Novara

Le giornate spensierate con gli amici. I tatuaggi. Le canzoni di Achille Lauro. Gli scatti al mare in Salento. Istantanee di vita che raccontano solo in minima parte chi era Sara Capani, la trentunenne di Settimo Milanese morta ieri notte dopo lo schianto in motorino in via Novara. "Non ci sono parole per descrivere quello che è successo. Ho avuto la fortuna di vivere magnifiche esperienze con te e ho avuto la fortuna di conoscerti veramente per la persona che eri. Oggi so che hai avuto modo di dirmi ciao. E ti dico grazie", il ricordo commosso di un amico, che ha postato su Facebook una foto insieme a Sara.

Alla guida del Kymco Agility che ha terminato la sua corsa contro uno spartitraffico c’era Samuele Lunardi, che avrebbe festeggiato 40 anni a fine ottobre. Di lui, i social rimandano due amori su tutti: il Milan e Vasco Rossi. Passioni spazzate via in un amen da un incidente che non ha ancora trovato una causa scatenante, ma che ha tragicamente contribuito a incrementare il numero di croci sulle strade cittadine: in cinque mesi e mezzo, ne sono già state piantate undici.

Il tragico conto è iniziato la notte dell’11 gennaio in viale Umbria: lì il ciclista trentasettenne Ivano Calzighetti è stato travolto dalla Peugeot 208 guidata da una venticinquenne italiana. Un mese dopo, il 13 febbraio, un ottantaduenne è stato investito da un suv mentre stava percorrendo via Bagarotti, in zona Baggio, su un triciclo a trazione elettrica. Il 7 marzo è toccato al tecnico federale di sollevamento pesi Alessandro Brunello, falciato da un furgone in via Gioia. Il 5 aprile, l’ottantaduenne Gian Carlo Pettenati è stato investito fuori dalle strisce pedonali da un motociclista in via Aldo Moro. Tredici giorni dopo, è morta Giovanna Maria Bocca, 77 anni, vittima di uno scontro tra due auto in viale De Gasperi. L’11 maggio sono deceduti due ragazzi di 20 e 18 anni. Il primo, Francesco Squarcia, ha perso il controllo della sua Honda Sh in via dei Rospigliosi e ha urtato con la ruota anteriore il cordolo dell’isola spartitraffico; il veicolo si è sbilanciato e il giovane ha battuto la testa contro una balaustra.

Negli stessi minuti, è stato dichiarato morto al San Raffaele il diciottenne finito al centro di una terribile carambola. Stando a quanto poi accertato dai vigili, la moto del neo maggiorenne stava percorrendo via Corelli in direzione centro dietro un’auto: la macchina ha frenato per far attraversare una persona sulle strisce, e il veicolo guidato dal diciottenne è andato a sbatterci contro. Il centauro è stato sbalzato a terra finendo nella corsia di marcia opposta, dove è stato investito da un’altra auto. Nelle ultime 48 ore, la nuova terribile escalation con quattro morti: il rider pakistano Adnan Qasim, il quarantenne deceduto dopo uno schianto in corso Sempione e i due amici Sara e Samuele.