Sanità, a Milano manifestazione il 6 aprile: “No alla commercializzazione della salute, in Lombardia situazione drammatica”

Il Comitato La Lombardia SiCura: “non è accettabile assistere al dramma di chi, di fronte a liste d'attesa di mesi e anni, è costretto a rinunciare a curarsi”

Milano – Sabato 6 aprile manifestazione per la sanità pubblica a Milano, promossa dal Comitato 'La Lombardia SiCura'. "Una sanità lombarda al servizio delle cittadine e dei cittadini, per il diritto alla salute di tutte e tutti, contro le privatizzazioni e per il ripristino del principio fondante della sanità come servizio pubblico". E' il tema della mobilitazione in programma sabato, dalle 11 in piazza Cairoli-Castello, nell'ambito delle iniziative per la Giornata mondiale della salute che a Bruxelles sarà celebrata domenica 7 aprile con un'altra manifestazione e il giorno dopo con una Conferenza al Parlamento europeo.

Innumerevoli le iniziative previste in tante città italiane nelle giornate del 5, 6 e 8 aprile, informano gli organizzatori della mobilitazione del 6 che si terrà a un anno da quella del primo aprile 2023 - ricorda una nota - quando in piazza Duomo scesero oltre 5mila persone con la partecipazione di 58 realtà associative.

"Vogliamo che da questa giornata mondiale, simbolo della lotta contro la commercializzazione della salute, scaturisca un segnale inequivocabile nei confronti di chi ha ridotto la sanità lombarda nelle condizioni drammatiche in cui versa, con un danno incalcolabile per il diritto alle cure e alla salute per fasce sempre più ampie di popolazione", affermano i rappresentanti delle organizzazioni che hanno dato vita a Lombardia SiCura: Medicina Democratica, Osservatorio Salute, Arci Lombardia, Cgil, Spi e Fp Lombardia e Acli Lombardia.

"Non ci fermeremo - promette Lombardia SiCura - fino a quando non avremo ottenuto risposte concrete e credibili: non è accettabile assistere al dramma di chi, di fronte a liste d'attesa di mesi e anni, è costretto a rinunciare a curarsi, come i dati mostrano, così come non è pensabile risolvere questo problema, uno dei più eclatanti, solo con servizi di volontariato, benemeriti certamente, ma che non possono essere né risolutivi né sostitutivi del servizio pubblico".