Sala spera nei club: San Siro non è chiuso, Milano spera ancora

Il sindaco Sala spera ancora che Milan e Inter possano tornare a considerare il progetto di un nuovo impianto a San Siro, ma il vincolo della Sovrintendenza e gli atti dei club sembrano smentire questa speranza.



Sala spera nei club: San Siro non è chiuso, Milano spera ancora

Sala spera nei club: San Siro non è chiuso, Milano spera ancora

Il sindaco ci spera ancora. Giuseppe Sala (nella foto) non esclude che alla fine Milan e Inter possano accantonare i rispetti studi preliminari per realizzare i loro nuovi stadi a San Donato Milanese e a Rozzano e tornare a considerare il progetto di nuovo impianto rossonerazzurro a San Siro, di fianco al Meazza, con conseguente demolizione, almeno parziale, della Scala del calcio per lasciar spazio a un distretto commerciale. "Sentirò i club, anche perché abbiamo un procedimento aperto e bisogna capire che intenzioni hanno – afferma il primo cittadino a margine di un evento alla Scala –. Finché questo procedimento è aperto e finché le squadre non manifesteranno, sempre che lo vogliano fare, il mancato interesse per l’area di San Siro, sto zitto e aspetto".

Sala coltiva la speranza che si possa recuperare il vecchio progetto presentato da Milan e Inter? "Io penso di sì – replica il sindaco –. Il vincolo della Sovrintendenza (sul secondo anello di San Siro, ndr) non aiuta, però credo che, dal mio punto di vista, non si possa dichiarare chiuso il dossier San Siro". Speranza reale o vana, quella del primo cittadino? Dal punto di vista formale, è reale, perché tra il Comune e i due club è ancora in corso una procedura urbanistica, con tanto di interesse pubblico già espresso alla Giunta, sul progetto di nuovo impianto nell’area di San Siro. Dal punto di vista sostanziale, invece, l’impressione è che la speranza del sindaco sia vana. Per due motivi. Il primo riguarda il fatto che la sovrintentende milanese Emanuela Carpiani, ad agosto, ha preannunciato il vincolo sul secondo anello del Meazza, che di fatto impedisce la demolizione dell’attuale impianto e, dunque, la realizzazione del progetto rossonerazzurro. Il secondo motivo, invece, attiene agli atti di Milan e Inter, che non stanno più dialogando con il Comune di Milano ma con il Comune di San Donato, nel caso dei rossoneri, e con quelli di Rozzano e Assago, nel caso dei nerazzurri.

Il presidente del Milan Gerry Cardinale, inoltre, in un’intervista a “Sette’’, parla di "presupposti incoraggianti" sull’area di San Donato Milanese: "La nostra proposta è supportata da un volume imponente di relazioni tecniche: sarà uno stadio all’avanguardia, a 10 minuti di metrò dal Duomo, porteremo eventi dal vivo, artisti di fama mondiale suoneranno lì. Un’opportunità mancata per Milano, con nostro forte rammarico perché ho maturato grande stima per il sindaco Sala. Sono deluso soprattutto perché ci sono state alcune minoranze pregiudizialmente contrarie, che hanno sbarrato la strada anche al progetto La Maura".

Massimiliano Mingoia