Le proteste per i concerti a San Siro, Trotta: "La musica live è un diritto. I residenti? Pensino ai più giovani"

Milano, il fondatore di Barley Arts: dopo il Covid le persone, in particolare i ragazzi, hanno bisogno di stare insieme. Springsteen a giugno? Felice che sia il primo al Meazza

Il promoter Trotta
Il promoter Trotta

Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts, organizzatore dei concerti di Bruce Springsteen allo stadio di San Siro l’1 e 3 giugno prossimi, alcuni residenti del quartiere sono pronti a presentare un ricorso al Tar contro le regole comunali fissate e contro il numero di concerti, 29, previsti nell’area di San Siro tra il Meazza e gli ippodromi Maura e Snai San Siro. Che ne pensa?

"Quello dei concerti a San Siro è un tema spinoso sul quale tutti dovremmo essere meno definitivi nelle nostre affermazioni. Partiamo dai fatti: la maggior parte degli edifici costruiti intorno al Meazza e ai due ippodromi sono stati realizzati dopo i tre impianti sportivi. Chi ha costruito questi palazzi ha tenuto in considerazione la presenza dello stadio e le esigenze di chi abita lì? E di chi è la responsabilità dei trasporti e del traffico in quell’area? Ma io voglio porre soprattutto un’altra questione".

Quale?

"In uno stato di diritto, i diritti non sono solo dei residenti che abitano in zona San Siro, ma delle milioni di persone che hanno frequentato e frequenteranno lo stadio e gli ippodromi per partecipare a concerti che hanno migliorato la loro vita e continueranno a migliorarla. Questo dovrebbe essere il punto di partenza di qualunque ragionamento sul tema. Non tanto l’indotto generato da questi eventi musicali per la città né i disagi solo temporanei provocati ai residenti del quartiere. In un mondo che ha subito il disastro del Covid e del distanziamento sociale, in questo momento è fondamentale lo stare insieme. Da una recente ricerca condotta durante il festival musicale Eurosonic a Groningen, in Olanda, è emerso il disagio della Generazione Z nel partecipare a eventi di massa: la tendenza dei giovanissimi è fare scelte individualistiche. Questo deve far riflettere tutti, in primis i residenti dei Comitati schierati contro gli eventi live".

Ma lei che ne pensa della delibera della Giunta comunale che regola i concerti nei tre impianti di San Siro?

"Quella delibera del 21 giugno è scritta male e l’ho segnalato subito, già il 22 giugno con una mail, all’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. Il punto-chiave è : perché i gestori delle tre location in questione in zona San Siro non sono mai citati? Appare evidente e logico che se non si coinvolgono e responsabilizzano i gestori indicandogli che non possono accettare più di un “tot” di date non se ne potrà venire a capo mai. Non si capisce come questa responsabilità possa essere di competenza di chi affitta e paga le location ovviamente senza essere tenuto a sapere quanti concerti si svolgano nelle stesse".

E le regole su decibel e gestione dei mezzi pubblici?

"Sotto gli attuali livelli di decibel non si può scendere, perché gli spettatori hanno il diritto di sentire bene gli show. Certo, è vero che 19 concerti nel solo mese di giugno mettono sotto pressione l’area di San Siro. Ma sul potenziamento dei mezzi pubblici noi organizzatori dei concerti facciamo la nostra parte in termini economici".

Le polemiche dei residenti puntano soprattutto sui concerti alla Maura, per ora due, Metallica e Green Day. Quell’ippodromo è adatto per i concerti?

"Secondo me, sì, con tutti i limiti che strutture del genere hanno nell’ospitare eventi musicali. Va ricordato che dal Dopoguerra a oggi le istituzioni pubbliche nazionali e locali non hanno speso una lira e un euro per realizzare impianti per la musica pop. I concerti di musica pop e rock sono sempre ospiti in stadi, palazzi dello sport, teatri, tutti concepiti per altre attività".

Sul “Giorno“ sono intervenuti sul tema due artisti. Vasco Rossi si è schierato per i concerti, Eugenio Finardi, residente a San Siro, ha proposto di vietare gli show alla Maura. Con chi sta?

"Da due grandi artisti come Vasco e Finardi mi sarei aspettato riflessioni più profonde. Non condivido una parte delle cose che dice Eugenio, che in ogni caso merita rispetto, perché è uno dei capostipiti del movimento rock in Italia".

Al di là delle polemiche, il 1 e 3 giugno Springsteen tornerà a San Siro per la gioia dei tantissimi fan del Boss.

"Sono ben felice che siano i concerti di Bruce ad aprire la stagione estiva 2024 del Meazza. Perché con un ricorso al Tar forse pendente e con le astrusità presenti del nostro Paese, “del doman non v’è certezza“".

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