Milano, presto l’addio ai biglietti di carta: “Ma io continuerò a dipingerli, a casa ne conservo più di mille”

Dal 2015 Roberto Sironi disegna sui ticket obliterati dei mezzi pubblici che raccoglie in strada. "I tagliandi diventeranno elettronici: in un mondo sempre più digitale l’arte mantiene l’umanità"

Roberto Sironi

Roberto Sironi

I marziani vivono accanto agli imperatori romani e alle sirene. Ma anche a Pinocchio e a Geppetto trasformati in ciclisti. È possibile in un mondo fantastico in cui ogni personaggio abita dentro un biglietto del tram. Muto. Ma pieno di colore. "Ne ho dipinti almeno 5mila, di biglietti, dal 2015 a oggi, e ha no più di mille ancora da colorare", racconta Roberto Sironi, artista autodidatta, milanese di 69 anni, residente nel quartiere Giambellino-Lorenteggio. Il primo lo ha raccolto da terra. Obliterato, scaduto.

"L’ho preso e ho pensato che la carta fosse perfetta per disegnarci sopra". E così ha cominciato inaugurando il progetto “Un biglietto del tram - Obliterazioni artistiche“, al centro di mostre in Municipio 6 e non solo. Da 8 anni continua a collezionare tagliandi dei mezzi pubblici "scaduti" che da rifiuti diventano piccole opere d’arte. "I personaggi hanno l’anima di colori acrilici, che spalmo con spatole da muratore o stracci. Non uso mai pennelli".

Ora sa che tra poco quei mini dipinti saranno gli unici biglietti di carta in circolazione perché gradualmente i ticket Atm lasceranno il posto alle tessere magnetiche, titoli di viaggio elettronici da ricaricare, da tenere in tasca e da utilizzare per salire sui mezzi pubblici. Da non gettare. E che non potranno essere tele d’artista. Una “rivoluzione“ che partirà dal mese prossimo. "E allora chi vorrà un biglietto di carta potrà solo venire da me", sorride Sironi. Nelle scatole in salotto ne ha ancora a centinaia, tutti titoli di viaggio già obliterati ma "vergini", che vuol dire da poter colorare. "Sono ancora “bianchi“. Continuerò a raccoglierli e a farmeli donare finché saranno ancora in circolazione".

E quando i tagliandi di carta saranno solo un ricordo, le sue opere saranno ancora più preziose, testimonianza di un tempo svanito. "I biglietti per me sono già preziosi così, perché racchiudono una storia, quella del viaggio e di chi l’ha compiuto. L’arte prosegue la storia grazie ai personaggi che sui biglietti sembrano uscire dalla striscia nera stampata in verticale, come fosse la quinta di un teatro". Ma la prospettiva della sparizione della carta lo rende triste, "perché è un altro passo avanti digitale a discapito dell’umano, in un mondo in cui c’è sempre meno spazio per gli artisti, dove l’intelligenza artificiale sta sostituendo sempre di più la persona. Scomparirà anche l’arte, che è una sfida continua con la materia? O l’artista “vero“, che con la materia crea, sarà l’unico a conservare l’umanità?". Mentre riflette, mostra la sua ultima trovata: il ticket che diventa “biglietto della Scala“, con la locandina delle opere dipinta su un lato. "Andrò avanti finché avrò biglietti". Adesso è in pensione "ma ho sempre vissuto d’arte e continuo a farlo. Prima come chitarrista e, dal 2004, come pittore, anche se non ho mai studiato in accademia. Ho scritto pure testi teatrali e libri". Tra le opere che espone e mette in vendita ci sono anche quadri di grandi dimensioni. Al suo fianco, la moglie Elizabeth Boudjema, francese, violinista. "Lavoriamo insieme: organizziamo eventi in cui lei suona e io, in contemporanea, dipingo". Sui biglietti del tram.

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