SIMONA BALLATORE
Cronaca

Più donne in Ingegneria biomedica Meccanica tabù: serve una svolta

Un solo corso a prevalenza femminile su 47, parità raggiunta in nove corsi di laurea, 37 ancora “maschili“. Più donne alle magistrali rispetto alle triennali: veloci, determinate e abbandonano meno dei colleghi

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di Simona Ballatore

Per Ingegneria biomedica il sorpasso c’è già stato: le studentesse sono più dei ragazzi, che rappresentano oggi il 41% degli iscritti. Ma "i corsi di studio in Ingegneria a più marcata vocazione produttiva e industriale hanno uno sbilanciamento in favore degli iscritti maschi", si legge ancora nell’ultimo bilancio di genere del Politecnico di Milano. In particolare Ingegneria meccanica, elettronica, informatica e aerospaziale hanno percentuali di iscritti maschi superiori all’80% sia per la laurea triennale, sia per la magistrale. Se si guarda a tutta la popolazione politecnica, la percentuale delle studentesse sfiora il 34%: l’andamento della presenza femminile è costante nel tempo per le lauree triennali, ma c’è un calo di quasi tre punti percentuali nelle magistrali (dal 39,4% dell’anno 2010-2011 al 36,8% del 2020-2021). Calo che "richiede un attento monitoraggio delle future iscrizioni", sottolineano dal Politecnico, ricordando che "nonostante ciò, le lauree magistrali hanno comunque una maggiore presenza femminile (36,8% nel 2021) rispetto alle lauree triennali (31,8% nel 2022)". L’aumento della presenza femminile nel passaggio dalla triennale alla magistrale sarebbe frutto di diverse concause: dalla maggiore propensione delle studentesse nel continuare gli studi dopo la triennale rispetto ai colleghi maschi alla "presenza di frizioni sul mercato del lavoro che rendono più difficile per le donne laureate triennali trovare un’occupazione soddisfacente dopo la laurea triennale rispetto ai maschi, spingendole a preferire il prosieguo degli studi". È anche evidente "la maggiore celerità delle studentesse nel portare a termine il percorso di laurea triennale rispetto ai colleghi maschi", che potrebbe incidere a sua volta. Sono più veloci, determinate e tendono anche ad alzare meno bandiera bianca rispetto ai compagni, come dimostrano i dati sull’abbandono degli studi al primo anno. "I dati - si legge ancora nel dossier - mostrano come la pandemia da Covid-19, pur avendo penalizzato le donne nel mondo del lavoro, non ha avuto effetti negativi sulle iscrizioni delle studentesse al Politecnico di Milano. Rispetto al 2019, le iscrizioni sono lievemente aumentate sia nel 2020 sia nel 2021, sia nel percorso triennale sia in quello magistrale".

Guardando alla composizione delle classi, i 47 corsi di Ingegneria del Politecnico risultano essere per il 78,7% a prevalenza maschile (ovvero 37 corsi su 47) e per il 19,2% neutri rispetto al genere (9 su 47), mentre è solo uno il corso a prevalenza femminile: la laurea magistrale in Ingegneria biomedica, dove le studentesse sono il 60,5%. Guardando allo step successivo, anche le dottorande rappresentano il 34%. La presenza femminile nel triennio 2019-2021 è rimasta la stessa a Ingegneria, si è attestata intorno al 58% ad Architettura e si è ridotta lievemente a Design nel 2019 e 2020, per poi crescere al 65,8% nel 2021.