GIULIO MOLA
Cronaca

Follia alla partita U18 ASD Niguarda-Nuova Usmate, papà-tifoso insulta calciatore ospite e scoppia il caos: gara sospesa e polizia in campo

Milano, un genitore urla al giocatore “figlio di...” e lui, da poco orfano della mamma, esce dal campo e prende una spranga ma viene fermato dai compagni. I giocatori del Niguarda si rifugiano negli spogliatoi mentre fuori si scatena il finimondo

Partita U18 A.S.D. Niguarda-Nuova Usmate

Partita U18 A.S.D. Niguarda-Nuova Usmate

Qualche parola di troppo sugli spalti di un papà-tifoso nei confronti di un giocatore della squadra ospite, il calciatore stesso (B. per i compagni di squadra) che reagisce con un gestaccio rivolto all’adulto, quest’ultimo che corre verso la recinzione e offende volgarmente il ragazzo ("Figlio di...”) il quale furibondo (ha perso la mamma da poco) esce dal campo cercando il contatto fisico con quel genitore focoso. E poi il caos, fra urla, insulti, rissa. Con l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma, dopo essere state chiamate dal direttore di gara che nel frattempo aveva sospeso il match.

E’ la cronaca di una mattinata di ordinaria follia, non quella di una partita di fine campionato fra due squadre di medio-bassa classifica del campionato Allievi regionale under 18 (classe 2006). La partita è A.S.D. Niguarda-Nuova Usmate (rispettivamente undicesima e decima forza del campionato a due giornate dal termine): all’andata era finita 5-1 per i brianzoli, ieri i milanesi erano avanti 4-1 fin quando è successo il fattaccio. Il padre di un calciatore della squadra di casa usa parole poco eleganti nei confronti di un calciatore della Nuova Usmate il quale replica mostrando il dito medio.

Sembra finire qui, anche perché in campo non c’è partita e in tribuna nessuno vuol dare peso al diverbio, e invece la reazione prima del genitore (con pesantissime offese al ragazzo) e poi del giocatore della Nuova Usmate (che esce dal campo cercando il contatto fisico con l’adulto) fanno scoppiare il finimondo. Anche perché dal rettangolo verde, per difendere il padre, esce anche un giocatore del Niguarda, che però viene fermato dai suoi stessi dirigenti prima che possa far danni anche lui. L’arbitro osserva e tira fuori cartellini rossi ma la furia cieca dei protagonisti è irrefrenabile. Soprattutto quella del giocatore dell’Usmate che a stento viene trattenuto, perché quell’offesa alla mamma scomparsa da poco proprio non gli va giù.

Urla, minacce, violenza. Secondo le testimonianze dei presenti il calciatore ospite prende anche una spranga ma per fortuna prima che possa colpire viene trattenuto dai suoi stessi compagni. Nel frattempo i giocatori del Niguarda si rifugiano negli spogliatoi mentre fuori c’è ancora tensione. Qualcuno si calma, anche grazie all’intervento dei dirigenti delle due società, ma a quel punto l’arbitro stesso, nell’impossibilità di proseguire il match prima fischia la fine anticipata e poi chiama la polizia che arriva quando per fortuna gli animi si sono calmati. Anche perché nel frattempo il genitore che aveva acceso la “miccia” era stato allontanato dal centro sportivo, anche per volontà di tutti gli altri papà e mamme presenti.

"Non se ne può più di questo personaggio (che evidentemente qualche "precedente" ce l'aveva), non deve più mettere piede qui”, il commento in coro di tanti presenti prima di tornare a casa. Nella speranza di dimenticare in fretta l’ennesima bruttissima domenica sui campi dilettantistici lombardi.

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