RUBEN RAZZANTE
Cronaca

Parità scolastica. La Lombardia in prima linea

di Ruben Razzante* La Lombardia è la regione con il maggior numero di studenti che frequentano le scuole paritarie (il 27% del...

di Ruben Razzante* La Lombardia è la regione con il maggior numero di studenti che frequentano le scuole paritarie (il 27% del...

di Ruben Razzante* La Lombardia è la regione con il maggior numero di studenti che frequentano le scuole paritarie (il 27% del...

di Ruben Razzante*

La Lombardia è la regione con il maggior numero di studenti che frequentano le scuole paritarie (il 27% del totale nazionale); oltre il 55% del servizio lombardo di scuola dell’infanzia è garantito dalle scuole paritarie. Non sorprende quindi che sia dalla Lombardia, dove già dal 2000 è attivo il buono scuola, che si sia rimesso in moto il dibattito nazionale sulla libertà di scelta educativa. A marzo il convegno in Regione “25 anni di legge di parità e Dote scuola: dare compimento alla libertà educativa”, organizzato da 24 associazioni di genitori e gestori di scuole paritarie, ha segnato l’inizio di una mobilitazione nazionale che oggi coinvolge tutte le principali associazioni genitori, unite nel chiedere l’introduzione di un buono scuola nazionale che elimini i vincoli economici all’accesso all’istruzione paritaria.

Le famiglie rivendicano un diritto sancito dalla Costituzione, in particolare dagli articoli 3 e 31, e denunciano la mancanza di volontà politica nel rendere effettiva la legge 62/2000, che da 25 anni riconosce pari dignità alle scuole paritarie ma che non ha mai avuto un adeguato sostegno finanziario. L’effetto è stato il progressivo impoverimento del pluralismo educativo e la chiusura di molte scuole per mancanza di risorse, con il rischio concreto di omologazione culturale.

Come chiarisce Roberto Pasolini, segretario generale Comitato Politico Scolastico, "l’aver ricordato e giuridicamente dimostrato che il diritto alla libera scelta educativa è sancito dalla Costituzione, ha messo il rapporto con la politica su un piano diverso. Famiglie e scuole non sono più a chiedere un aiuto assistenziale, ma un adeguato e sostanziale stanziamento di risorse che permetta di poter esercitare il loro diritto costituzionale".

*Docente di Dirittodell’informazioneall’Università Cattolica