Paolo Grimoldi e la cag**a del Ponte sullo Stretto: “Quella di Salvini non è la mia Lega, ma resto per salvarla”

Melegnano, intervista all’ex deputato del Carroccio dopo l’uscita alla festa per i 30 anni del partito: “A Messina opera inutile e intanto aumentano i pedaggi dell’autostrada”

Paolo Grimoldi durante la cena dei trent'anni della Lega a Melegnano
Paolo Grimoldi durante la cena dei trent'anni della Lega a Melegnano

"Il Ponte sullo Stretto? Una cagata pazzesca". Ha citato Villaggio-Fantozzi, quando, prima di essere sommerso da una valanga di applausi, proferisce un ruvido giudizio su "La corazzata Potemkin". Paolo Grimoldi ha applicato la stessa definizione, alla festa per i trent'anni della Lega a Melegnano, parlando del Ponte sullo Stretto di Messina, scelta cara al segretario federale, ministro delle Infrastrutture e vice premier Matteo Salvini, "Quattordici miliardi per il Ponte sullo Stretto di Messina, ve lo dico chiaramente, lo ritengo una cagata pazzesca", ha dichiarato Grimoldi, nel Carroccio dal 1991, fondatore ed ex coordinatore dei Giovani Padani, ex segretario della Lega Lombarda, deputato dal 2006 al 2022, oggi coordinatore, con Angelo Ciocca, del Comitato Nord voluto da Umberto Bossi.

"Ma non l'ho detto - precisa Grimoldi - solo a Melegnano. L'ho fatto anche in altre occasioni e ogni volta che dico che il Ponte sullo Stretto è una stupidata la gente applaude. Le priorità politiche sono altre: abolire la legge Fornero, investire sulla sanità, abbassare le tasse". Grimoldi, sul Ponte è in pieno disaccordo con Salvini. "Non sono io che ho cambiato idea. E' lui che l'ha cambiata. Basta vedere i video che girano su internet, quando diceva che quella del Ponte sullo Stretto era un'idea che non stava in piedi. In più c'è una aggravante". Quale? "Nel 2023 i pedaggi autostradali sono aumentati due volte, la prima volta a gennaio e la seconda a luglio. Si aumentano i pedaggi a discapito dei pendolari, delle persone che lavorano e soprattutto delle aziende e si dovrebbe spendere per un'opera che non si regge economicamente. Anche perché mancano i capitali privati. Il privato non butta via volentieri i suoi soldi. Lo fa se ha una redditività. Ma per il Ponte la redditività è zero e quindi nessun privato va a investire. Allora, si dovrebbe finanziare tutto con denaro pubblico". Come procede il Comitato Nord? "Andiamo avanti. Una volta di più dico che siamo dentro la Lega. Denunciamo il fatto che la Lega è diventata un qualcosa che non ha più nulla a che fare con i programmi e le battaglie della Lega delle origini". Perché non siete andati con Roberto Castelli e il suo Partito popolare del Nord? "Abbiamo scelto di rimanere all'interno della Lega e di cercare di salvarla. Quella di oggi non è più la Lega. E' diventata la Salvini premier che ha abdicato agli ideali di un tempo".

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