LAURA LANA
Cronaca

Palcoscenici di Resistenza: "Per ricordare e imparare"

Via alla rassegna, serie di spettacoli pensati per un pubblico di tutte le età. Villa (Uniabita): vogliamo creare un dialogo fra generazioni e riflettere sui valori.

Palcoscenici di Resistenza: "Per ricordare e imparare"

Palcoscenici di Resistenza: "Per ricordare e imparare"

Dopo l’eccidio di Monte Sole sull’Appennino bolognese nell’autunno del 1944, vanno ora in scena lo sbarco in Normandia e la storia del medico partigiano Carlos Luis Collado Martinez. Riparte la rassegna teatrale "Palcoscenici di Resistenza: storia di valori e memoria", con spettacoli adatti a un pubblico di ogni età, che punta a ravvivare il senso di comunità, la cultura della pace e a rafforzare i legami sociali e culturali, celebrando il patrimonio di valori radicati nella Costituzione italiana e forgiati dalla Resistenza.

"Con questa iniziativa aspiriamo a creare un dialogo vivace e intergenerazionale, incoraggiando la comunità a riflettere su questi valori e a trasformarli in azioni concrete e pratiche quotidiane per una convivenza armoniosa e solidale", commenta Letizia Villa, vicepresidente di UniAbita, promotrice della rassegna con Fondazione Auprema, AnpiCinisello Balsamo (nella foto) e cooperativa Le Tre Corde. Domani alle 20.30, nel cortile del caseggiato di via Marconi 15, sarà rappresentato "Airborne", spettacolo-suggestione per ragazzi e adulti, omaggio all’80esimo anniversario dello Sbarco in Normandia. Il racconto narra la notte tra il 5 e il 6 giugno del 1944, quando gli uomini dell’82esima e della 101esima divisione aviotrasportata americana Airborne furono paracadutati in Normandia. Sabato 20 aprile al salone Matteotti, sempre alle 20,30, sarà in scena "9813 chilometri di memoria" dedicato alla storia di Carlos Luis Collado Martinez, un giovane studente della facoltà di Medicina a Bologna, che spinto da valori di solidarietà e uguaglianza, decise di partecipare alla Resistenza. "Mai come quest’anno crediamo sia urgente e necessario promuovere la memoria collettiva, la coesione sociale e la cultura della pace", conclude Villa.

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