Notte da incubo, salva grazie al gesto antistupro. L’aggressore va a processo: punta allo sconto

Ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, fu arrestato grazie a una manager del McDonald’s

Notte da incubo, salva grazie al gesto antistupro. L’aggressore va a processo: punta allo sconto

Notte da incubo, salva grazie al gesto antistupro. L’aggressore va a processo: punta allo sconto

La vittima si era salvata dallo stupro grazie a una manager ventenne del McDonald’s di via Torino, che ha chiamato la polizia dopo aver notato il gesto antiviolenza: il pollice piegato sul palmo e coperto con le altre dita, alzandole e abbassandole come un saluto e pronunciando nel frattempo la parola “Help“, aiuto. Il 23enne Jabir Fouress, arrestato lo scorso 22 novembre per violenza sessuale dai poliziotti del commissariato Scalo Romana, ora ha chiesto di essere processato con rito abbreviato, che consente di ottenere lo sconto di un terzo della pena.

Il prossimo 5 giugno comparirà davanti al gip di Milano Massimo Baraldo, che dovrà valutare l’istanza presentata dal difensore del giovane, originario del Marocco. Un episodio che aveva sollevato l’allarme sicurezza, seguito dal plauso delle autorità per la prontezza della dipendente del fast food nel cuore di Milano che si è accorta del pericolo. "A tutte le donne voglio dire di non andare mai nel panico se dovessero trovarsi in una situazione come la mia – aveva raccontato al Giorno la vittima, una 19enne residente nella Bergamasca – perché mantenere la calma è fondamentale per cercare una scappatoia. Mi è andata bene, ma non sarà facile dimenticare". La ragazza è stata per oltre un’ora e mezza in balia del 23enne, conosciuto quella notte. A Milano per un concerto ai Magazzini Generali, al termine dell’evento ha deciso di fare una passeggiata da sola.

In piazza Duomo ha incrociato un gruppo di coetanei. E, a un certo punto, è rimasta sola con Jabir Fouress, all’apparenza tranquillo e amichevole. Passando dalla Galleria, all’1.30 i due hanno raggiunto piazza Scala, dove il ragazzo ha cambiato atteggiamento. Dopo i palpeggiamenti l’ha costretta a seguirlo lungo via Torino, minacciandola di morte se non avesse accettato un rapporto completo. La manager del McDonald’s li ha incontrati al momento della chiusura. "Mentre il ragazzo chiedeva al mio collega una sigaretta – ha raccontato – la ragazza approfittava di questo momento di distrazione per chiedere aiuto" con il segnale antiviolenza. La ventenne ha chiamato il 112 e ha seguito i due ragazzi fino all’arrivo della polizia, che li ha intercettati in corso di Porta Ticinese, dove è scattato l’arresto.

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