Morto sotto un cancello a Fiera Milano, arriva la condanna per omicidio colposo: 9 mesi di carcere a quattro dirigenti

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello per gli imputati: “I sistemi di sicurezza erano sprovvisti di idoneità antinfortunistica”

I padiglioni di Fiera Milano (foto di repertorio)
I padiglioni di Fiera Milano (foto di repertorio)

Sono passati più di undici anni dall’incidente che ha causato la morte di Luca D. a Fiera Milano, a Rho. Un cancello che stava chiudendo gli crollo addosso e l’uomo, che aveva 44 anni, morì dopo alcuni mesi di agonia. Oggi è arrivata la sentenza definitiva di condanna della Corte di Cassazione per i quattro imputati, dirigenti e responsabili della sicurezza delle aziende coinvolte: nove mesi di reclusione per omicidio colposo.

La vittima era dipendente di una cooperativa che aveva stipulato un contratto di appalto con la Fiera Milano spa per l'attività di portierato. Dalla lettura degli atti emerge una catena vertiginosa di appalti e subappalti da cui sono scaturite certificazioni non corrispondenti alla realtà.

Il giorno dell'incidente, il 27 novembre 2012, Luca riportò gravissime lesioni perché il cancello della Porta Ovest gli si ribaltò addosso mentre lo stava chiudendo manualmente alla fine di un’esposizione in Fiera. La Cassazione ha riconosciuto responsabili i quattro imputati per non aver progettato dei sistemi di ammortizzazione e fissaggio né un sistema di fermo-corsa in situazioni di emergenza nell'ambito di una “palese carenza di sicurezza nel progetto esecutivo del cancello”.

Il cancello “venne realizzato e messo in servizio ancorché i relativi sistemi di sicurezza fossero palesemente sprovvisti di idoneità antinfortunistica”. In conclusione, viene ribadita dai giudici, respingendo i ricorsi delle difese, la condanna già stabilita dalla Corte d'Appello di Brescia.

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