Migranti d’impresa grazie al microcredito

Fondazione Welfare Ambrosiano: quasi metà delle attività che sosteniamo sono di stranieri. Chi emigra spesso è intraprendente

Migranti d’impresa grazie al microcredito

Migranti d’impresa grazie al microcredito

Se ne sente parlare sempre più spesso ma in molti non sanno di cosa si tratta. Stiamo parlando del microcredito di impresa, ovvero qualsiasi forma di finanziamento di piccola-media entità che viene concesso al fine di avviare piccole attività produttive, o per sostenere spese urgenti, a quei soggetti che per età e situazione economica non sono considerati sufficientemente “affidabili“ in base ai criteri restrittivi osservati da banche e società finanziarie, e che dunque non hanno accesso al credito tradizionale, come mutui o prestiti ipotecari.

Ciò che contraddistingue il microcredito d’impresa, però, non è tanto l’importo erogato, quanto l’attenzione alla persona, che si traduce con l’accoglienza, l’ascolto e il sostegno ai beneficiari, dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione. La Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprenditori stranieri, con poco più di 160 mila unità. E una parte di questi migranti realizza il proprio sogno di fare impresa proprio grazie a questo strumento, che consente loro di accedere a un prestito agevolato, con tassi di interesse vantaggiosi, nettamente inferiori a quelli di mercato. Fondazione Welfare Ambrosiano, attraverso “Partita AttIVA”, è in grado di sostenere un progetto così come gli investimenti materiali e immateriali – attrezzatura, licenze, certificazioni professionali, formazione – con un prestito agevolato che può arrivare fino a 15.000 euro.

Ristorazione, con un occhio particolare al delivery; liberi professionisti che si dedicano alla persona, come life-coach e motivatori; società multiservizi, aziende di pulizie, edilizia e logistica: sono questi i settori in cui gli stranieri risultano più attivi. "Quasi il 50 per cento delle persone che intercettiamo (nel 2023 sono state una sessantina) sono migranti", ci spiega Matteo Vignati, responsabile imprese di FWA.

La particolare vitalità e vivacità dell’imprenditoria migrante in realtà ha una spiegazione ben precisa: sarebbe legata al fenomeno per cui "a espatriare sono soprattutto i soggetti più aperti e dinamici, mediamente più propensi al rischio e dotati di una maggiore capacità di adattamento". Anche se, conclude Matteo, "la grossa difficoltà per gli stranieri è capire come fare impresa in Italia, perché abbiamo un sistema burocratico che nei loro paesi di origine non c’è".

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