MANUELA SICURO
Cronaca

Milano, maturità alternativa al liceo coreutico: "La danza aiuta i ragazzi a liberarsi"

Per l’esibizione individuale della seconda prova al Tito Livio gli studenti portano una loro coreografia. In tanti affrontano temi difficili e personali, spesso dolorosi

Maturità con esame di Danza per gli studenti e le studentesse del liceo coreutico Tito Livio

Maturità con esame di Danza per gli studenti e le studentesse del liceo coreutico Tito Livio

Milano – In questa scuola anche il suono della campanella, quasi un’opera sinfonica, fa capire che siamo in un liceo alternativo, dove l’arte incontra la didattica e dove si parla attraverso la danza.

Dimostrare la propria maturità in un assolo costruito in 5 anni di scuola, è il compito degli studenti e studentesse del liceo coreutico Tito Livio di Milano, impegnati nella seconda parte della seconda prova di questo esame di Stato. Una maturità alternativa fatta di istruzione classica ma con un focus specifico sull’arte e la danza, con due indirizzi classica e contemporanea."Questa è la nostra prima maturità nella sede ufficiale di via Gozzadini - afferma Gianpaolo Argentieri, coordinatore del Liceo coreutico - e abbiamo visto molte ragazze che per l’esame sono partite dal loro vissuto, presentando progetti legati al difficile momento della pandemia, a stati di depressione o ansia sociale, tanti studenti ne sono colpiti e la danza aiuta a liberarsi di questi macigni".

L’attenzione della scuola va anche alla tematica alimentazione, a volte delicata e controversa per il mondo della danza. "Facciamo molta prevenzione abbiamo dei progetti ad hoc che riguardano la parte fisica e psicologica degli studenti, con fisioterapisti e psicologici esterni che seguono i ragazzi". Un liceo che prepara però in maniera completa, ognuno alla fine dei 5 anni può decidere cosa fare senza limitarsi nessuna strada: "Questo è un liceo che prepara anche ad altre carriere universitarie, diamo dei contenuti tecnici sulla danza che fanno crescere anche come persone", afferma Veronica Grasso, docente Tecnica della danza contemporanea. In questa parte di esame gli studenti dimostrano la maturità di scegliere dei temi e proporre delle soluzioni attraverso la danza: "I ragazzi di danza contemporanea si fanno conoscere creando degli assoli - dice la docente - c’è chi ha parlato di ansia, di bullismo e l’idea di vincere contro i pregiudizi della società".

C’è chi ha affrontato lo stesso tema in modo diverso. Nadine Ahmed 18enne di Como, ha deciso di combattere la parte tossica della danza, incontrata nella sua vita, con un altro tipo di danza quella che fa crescere: "Mi sono avvicinata a questo mondo dopo un periodo di depressione e autolesionismo, quando avevo 12-13 anni facevo sport e danza ma ho deciso di smettere perché era tossico per me. Poi in questa scuola la prima lezione è stata una boccata d’aria e ho capito che questo era quello che volevo fare".

Arianna Soma 18 anni di Milano invece per le stesse tematiche si affida all’armonia cromatica delle emozioni: "La mia coreografia ai colori di Kandinskij, volevo raccontare le emozioni senza portare i miei problemi personali, perché spesso si prova compassione verso le persone come me che soffrono di depressione o ansia, non ho bisogno di questo. Faccio danza dall’età di 3 anni ed è il mio modo di esprimermi".

Maya Vergani 19enne di Paderno Dugnano invece lancia un messaggio attraverso il velo di Maya di Schopenhauer che nasconde la realtà delle cose e che secondo il filosofo bisogna strappare via: "Nel mio assolo ho rappresentato come dev’essere la realtà, togliere il velo per mostrare la vita com’è. Per me è importante. Durante il Covid ho sofferto di depressione e la danza l’unico modo per comunicare. Le debolezze possono essere la nostra forza e vorrei che i miei compagni lo capissero: è più bello stare nella realtà che sotto i veli che la società ci impone".