Margherita Botto, suicidio assistito in Svizzera: chi è l’insegnante e traduttrice milanese. L’ultima lettera: “Scelgo una fine dignitosa”

Milano, domani il fratello della docente si autodenuncerà davanti ai carabinieri accompagnato da Marco Cappato. “Le mie speranze ormai sono ridotte o nulle”

Margherita Botto, 74 anni, è morta oggi in Svizzera

Margherita Botto, 74 anni, è morta oggi in Svizzera

Milano, 28 novembre 2023 – Una donna milanese di 74 anni, Margherita Botto, professoressa universitaria di lingua e letteratura francese e stimata traduttrice letteraria, è morta in Svizzera questa mattina, dopo aver avuto accesso al cosiddetto suicidio medicalmente assistito.

La donna era affetta da adenocarcinoma al terzo stadio e aveva espresso consapevolmente la volontà di porre fine alla sua vita in modo dignitoso, senza ulteriori sofferenze fisiche e psicologiche.

La lettera

“L’oncologo mi ha chiaramente spiegato che il protocollo di cura ha lo scopo di ottenere un "contenimento del tumore” (citazione testuale). Quindi non una guarigione – scriveva Margherita Botto in una lettera alla organizzazione svizzera dove ha potuto ottenere l’aiuto alla morte volontaria – . Le mie speranze di giungere alla guarigione e di poter ritornare ad una qualità della vita non dico soddisfacente, ma almeno accettabile sono molto ridotte o nulle.

Il proseguimento del protocollo di cura mi esporrebbe a ulteriori sofferenze per almeno un anno o più, senza molte probabilità di successo. In questa situazione intendo liberamente ed autonomamente porre fine al protocollo di cure, affrontandone consapevolmente le infauste conseguenze. A seguito di questa decisione, mi rivolgo quindi alla vostra Organizzazione affinché mi aiuti a porre fine alla mia vita in modo dignitoso e senza ulteriori sofferenze fisiche e psicologiche”.

Marco Cappato
Marco Cappato

Con Margherita

A occuparsi dei rapporti con la clinica svizzera, dell’organizzazione del viaggio e dell’accompagnamento sono stati il fratello, Paolo Botto, insieme a Cinzia Fornero, 52 anni, guardaparco in Provincia di Torino, iscritta all’associazione Soccorso Civile, che fornisce l’assistenza diretta alle persone che hanno deciso di porre fine alle proprie sofferenze all’estero, della quale è presidente e responsabile legale Marco Cappato.

L’autodenuncia

Tutti e tre assistiti dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni si autodenunceranno domani alle ore 11.15 a Milano, presso gli Uffici della Stazione Carabinieri Compagnia Milano “Duomo Principale”, via Fosse Ardeatine, 4. È la seconda volta che un familiare della persona che decide di andare in Svizzera per porre fine alla propria vita decide di autodenunciarsi assumendosi il rischio di conseguenze penali. 

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