Asili nido
Asili nido

Milano, 12 maggio 2019 «Sono preoccupata per mio figlio. E, come me, anche i genitori con cui mi sono confrontata: possibile che nessuno degli altri educatori lì dentro non abbia mai sentito niente? Perché nessuno è intervenuto prima? Perché non siamo stati informati?». Paola, nome di fantasia, ha un bimbo di due anni e mezzo che frequenta il nido comunale della periferia nord nel quale insegnavano le due educatrici, di 58 e 63 anni, denunciate per maltrattamenti e allontanate dalla scuola in via cautelare al termine di un’indagine-lampo della polizia locale.

Suo figlio frequenta quella sezione?

«Frequenta la sezione di fianco. Ma è come se fosse la stessa cosa, e chi conosce gli spazi di quell’asilo lo sa bene: le porte sono vicinissime. Peraltro, i bambini delle due classi (che hanno la stessa età, da un anno e mezzo fino a tre anni) all’ingresso e all’uscita vengono accolti nella stessa sala, divisi solo da un armadio».

Di cosa è preoccupata soprattutto?

«Mio figlio, sicuramente, ha sentito le urla rivolte agli altri bambini e magari ha assistito a scene con spintoni e botte. A casa non ha mai raccontato niente ma - ora che so cosa accadeva - interpreto in altro modo degli atteggiamenti a cui prima non facevo molto caso. Per esempio il mio bambino ultimamente ha un volume di voce molto più alto rispetto a prima. Due giorni fa lo attribuivo ai capricci dei due anni, ora no».

Ha avuto modo di parlare coi genitori della sezione interessata?

«Sì, ieri (venerdì per chi legge, ndr) ho parlato con il papà di una bambina particolarmente vessata. Era sotto choc, mi ha detto solo ‘io ho affidato mia figlia a persone di cui mi fidavo’. Poi non gli ho chiesto altro perché stava molto male e non volevo farlo soffrire ulteriormente». Lei ha visto immagini di quel che accadeva? «No, sono state mostrate solo ai genitori dei bimbi direttamente coinvolti».

Pare che le educatrici fossero violente soprattutto nei bagni. Sono in comune per tutti?

«No. La sezione di mio figlio li ha all’interno dell’aula. Per gli altri bimbi, invece, i servizi sono dentro un locale distante pochi metri. Per questo temo che mio figlio abbia sentito urlare o assistito a scene violente e sono preoccupata per le ripercussioni».

Prenderà provvedimenti?

«Noi tutti genitori della classe (siamo una ventina) abbiamo inviato una mail alla preside chiedendo un incontro, che faremo mercoledì insieme alle educatrici. Purtroppo abbiamo perso la fiducia che avevamo per questa realtà educativa: da mesi erano arrivate le prime segnalazioni ma noi eravamo all’oscuro di tutto. Vogliamo capire se sapevano e, se sì, perché non hanno parlato con noi. Sapere che anche i nostri figli erano in pericolo ci fa stare male».