Corteo per la Palestina in piazzale Loreto, i manifestanti sfidano i divieti: “La repressione non ci fermerà”

Milano, circa 1.200 persone decise a marciare per protesta nonostante le prescrizioni della Questura: insieme ai Giovani palestinesi anche esponenti dei centri sociali. Sbarramento delle forze dell’ordine all’inizio di via Padova

A sinistra, lo sbarramento dei carabinieri in via Bambaia. A destra, un gruppo di manifestanti in via Padova (Foto Canella)

A sinistra, lo sbarramento dei carabinieri in via Bambaia. A destra, un gruppo di manifestanti in via Padova (Foto Canella)

Milano – Un gruppo di attivisti per la Palestina ha deciso di manifestare oggi nonostante il divieto imposto dal governo e dalla Prefettura: i Giovani Palestinesi hanno infatti confermato il corteo di oggi pomeriggio, con partenza alle 15 da piazzale Loreto. “La repressione non ci fermerà”, avevano annunciato ieri su Instagram, e oggi si sono ritrovati per marciare attraverso via Padova e via Agordat e arrivare all’anfiteatro del Parco della Martesana, dov’erano previsti comizi finali.

Il corteo, al quale hanno partecipato secondo la questura circa 1.200 persone, è stato però bloccato poco dopo la partenza da un massiccio schieramento di forze dell’ordine in via Padova, all’altezza di via Bambaia. Ci sono stati momenti di tensione quando i manifestanti hanno cercato, senza riuscirci, di sfondare il cordone di carabinieri.  

Piazza divisa

A partire dal primo pomeriggio in piazzale Loreto si sono ritrovate centinaia di persone. La piazza era però divisa in due. Sull’angolo con via Costa c’era la conferenza stampa dell'associazione Palestinesi d'Italia, che ha accettato la prescrizione della Questura di rinviare la manifestazione a domani, pur rivendicando di essere contro il razzismo e la discriminazione. 

La testa del corteo pro Palestina in via Padova (Foto Canella)
La testa del corteo pro Palestina in via Padova (Foto Canella)

A poche decine di metri di distanza, all'angolo con via Padova, c’erano invece inizialmente circa 300 persone legate ad altri movimenti filopalestinesi, a centri sociali e ad altre realtà antagoniste che si sono riunite in presidio nel punto in cui avrebbe dovuto prendere il via l'iniziativa spostata a domani. "Ora e sempre resistenza", hanno urlato i manifestanti, sotto gli occhi di polizia e carabinieri, presenti in forze in piazza.

Lo sbarramento in via Bambaia

Intorno alle 15.30 il corteo si è avviato molto lentamente lungo via Padova. Ma all’altezza di via Bambaia, circa 200 metri da piazzale Loreto, è stato bloccato da uno sbarramento delle forze dell’ordine. Quando le prime file dei manifestanti sono arrivate a pochi metri dallo sbarramento i responsabili dell'ordine pubblico hanno spiegato loro che oggi non è previsto alcun corteo. I filopalestinesi si sono così fermati all’angolo con via Bambaia, chiedendo di proseguire la marcia e gridando in coro “Corteo, corteo”. Nel frattempo, il numero dei manifestanti era salito a circa 1.200.

Lo scontro

Dopo circa un’ora di stallo e di trattative, le prime file hanno provato a sfondare lo sbarramento di polizia e carabinieri ma sono stati contenuti con gli scudi dalle forze dell'ordine. Dal corteo sono state lanciate delle bottiglie e un petardo. Nelle prime file anche manifestanti a volto coperto con sciarpe e cappucci. La polizia ha chiuso anche alle spalle i manifestanti, all'angolo tra via Padova e piazzale Loreto. 

Il cartello del residente

Un residente di via Padova ha esposto da una finestra che affaccia sul corteo il cartello con la scritta “Free Gaza from Hamas” (Liberate Gaza da Hamas). Dalla strada sono partiti insulti e inviti a “scendere giù”.

Un  residente di via Padova espone il cartello "Free Gaza from Hamas", Liberate Gaza da Hamas
Un residente di via Padova espone il cartello "Free Gaza from Hamas", Liberate Gaza da Hamas

Il dietrofront

Intorno alle 17.15 i manifestanti hanno infine iniziato ad allontanarsi da via Padova dopo che un esponente della comunità palestinese ha invitato tutti ad andarsene e a tornare domani, domenica 28 gennaio, per il corteo autorizzato.

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