L’occupazione del Severi Correnti finisce in disastro. Il messaggio alla preside nella notte: “Attaccati da esterni”

Milano, gli studenti del collettivo hanno comunicato alla dirigente di aver lasciato l’istituto “frettolosamente” a causa di intrusi che avrebbero distrutto aule e arredi. Scuola inagibile

I danni all'Istituto Severi Correnti dopo l'occupazione (Foto Salmoirago)

I danni all'Istituto Severi Correnti dopo l'occupazione (Foto Salmoirago)

Milano – Computer e monitor nuovi, buttati nella pattumiera, impianto di videosorveglianza completamente distrutto, estintori strappati e svuotati nelle aule, messe completamente a soqquadro: così si presentava ieri mattina l’istituto Severi Correnti di Milano, il primo a essere occupato quest’anno.

Le immagini del disastro sono state precedute da un messaggio, inviato alla preside dagli "occupanti" una manciata di minuti dopo la mezzanotte, tramite il rappresentante degli studenti nel Consiglio d’Istituto (al quale hanno consegnato anche le chiavi). "Buonasera, ciò che segue è una comunicazione urgente - l’incipit del messaggio destinato alla dirigente, ai professori e al personale tecnico e amministrativo -. Abbiamo lasciato la scuola a causa di ripetuti attacchi da parte di esterni, che più volte si sono infiltrati nell’edificio e lo hanno danneggiato gravemente, usando soprattutto gli estintori. Troverete gli estintori usati nello spazio della radio, e quelli non usati li abbiamo messi al sicuro nei diversi bagni del personale, chiudendo a chiave".

Nel messaggio notturno parlano della fuga frettolosa "per continue pressioni esterne che non ci avrebbero permesso di garantire la sicurezza e l’ordine all’interno dell’istituto". Si dicono "amareggiati": "Chiaramente non erano queste le nostre intenzioni". E preannunciano che spiegheranno meglio quanto accaduto in un comunicato ufficiale

. Al mattino, a fare la conta dei danni, ci sono la dirigente scolastica, il corpo docenti, il personale tecnico e amministrativo, il rappresentante degli studenti e una sola studentessa del collettivo, l’unica tra i coinvolti a presentarsi. Dal confronto col responsabile della sicurezza e le forze dell’ordine la sentenza: "Scuola inagibile", impossibile fare lezione, la scuola resterà chiusa anche lunedì e forse per ancora più giorni. Non si esclude di fare ricorso alla didattica a distanza. E ripensando alle occupazioni in piena pandemia, con gli studenti che si battevano per riavere la loro scuola, questa Dad forzata suonerebbe come un paradosso, una sconfitta. Lunedì, dopo il sopralluogo di Città Metropolitana, si avrà una stima dei danni. Ma solo per le pulizie, considerando le metrature, si mettono in conto 40mila euro.

Sconvolti i professori, che ieri facevano fatica a respirare muovendosi tra le aule, anche per quella polverina uscita dagli estintori, che sembrava avvolgere tutto. "L’occupazione, oltre che privare del diritto all’istruzione la comunità studentesca, non è un evento privo di responsabilità. I pesanti danni di vandalismo appaiono frutto dell’incapacità di prendere coscienza da parte dei singoli del proprio agire – la nota della dirigenza e dei professori –. Chi occupa si assume la responsabilità di tutto ciò che accade, compresa la sorveglianza dei locali e degli ingressi, l’incolumità delle persone, la tutela degli spazi e delle cose: principio, questo, ancor più valido per chi rivendica la scuola come proprio luogo di appartenenza". "Se pure la responsabilità dei danni fosse ascrivibile a presunti esterni - la chiosa –, gli occupanti, invece di abbandonare la scuola al controllo di altri, sarebbero dovuti intervenire direttamente o avrebbero dovuto chiamare le forze dell’ordine, ma sicuramente non permettere lo scempio avvenuto".

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