Le proteste degli studenti. Bicocca non ferma la ricerca

"Diplomazia scientifica con Israele e Palestina". Una ragazza si incatena nell’atrio. Ottava occupazione nei licei: tocca al Carducci. Scritte fasciste davanti al Volta.

Le proteste degli studenti. Bicocca non ferma la ricerca

Le proteste degli studenti. Bicocca non ferma la ricerca

"Diplomazia scientifica a sostegno del processo di pace": così l’Università di Milano-Bicocca ha ribadito che non stopperà le collaborazioni di ricerca con Israele e le continuerà a promuovere con le istituzioni palestinesi. Ieri pomeriggio è stato votato un documento con le linee di indirizzo su formazione e ricerca in ambito internazionale proposte dal Rettorato e approvate dal Senato accademico (17 i “sì“ e un “no“ espresso da uno dei tre rappresentanti degli studenti) mentre un gruppo di ragazzi - con l’organizzazione giovanile “Cambiare Rotta“ - ha organizzato un presidio alle porte dell’U6 per chiedere di seguire l’esempio di Torino, boicottando Israele. Una studentessa si è incatenata in atrio.

"L’Università di Milano-Bicocca dialoga con istituzioni scientifiche israeliane e palestinesi ritenendo prioritario mantenere i rapporti con il mondo scientifico e accademico", si legge nel documento della Bicocca, che promette un "utilizzo pacifico delle ricerche svolte in ateneo" e si mette "a disposizione del gruppo permanente che sarà costituito alla Crui sul tema". "La mobilitazione di tanti, a cominciare dagli studenti universitari, deve farci riflettere - la premessa -. Come per la tutela dell’ambiente, anche rispetto alla guerra i giovani ci chiedono di assumerci delle responsabilità. Questa istanza non può rimanere inascoltata, ci interpella sul ruolo che le università devono avere. Ruolo che non è soltanto quello di preparare i lavoratori del futuro, ma innanzitutto di formare persone dotate di capacità critica, di profondità di pensiero, di visione, di storia, nella cornice dei valori consacrati nella nostra Costituzione e sui quali si fonda la nostra convivenza". Di qui l’impegno a "promuovere una cultura della pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione", la "solidarietà a tutte le vittime innocenti del conflitto" e l’appoggio alla "richiesta di cessare il fuoco e di riprendere i negoziati per una soluzione pacifica e duratura, basata sul diritto internazionale e sulle risoluzioni delle Nazioni Unite, che garantisca la sicurezza, il riconoscimento e l’autodeterminazione di entrambe le parti". Si sollecitano anche dipartimenti e centri di ricerca a organizzare iniziative di approfondimento, verificando "l’equilibrio e il rispetto di tutte le sensibilità". "Vogliamo una data – hanno urlato insoddisfatti i manifestanti, bussando alle porte del rettorato –: rinnoviamo la richiesta di un incontro pubblico con la rettrice e presidente della Crui Giovanna Iannantuoni e rilanciamo il boicottaggio accademico". La mobilitazione milanese, nel solco di quanto successo a Torino e a Bari, apre una settimana di agitazioni verso lo sciopero universitario del 9 aprile.

Intanto proseguono le occupazioni a catena nei licei: l’ottavo blitz è scattato al classico Carducci. Sempre ieri sono spuntate scritte davanti al liceo scientifico Volta firmate da Rete Studentesca: "Vi picchiamo quando vogliamo" e "Polizia e antifascista, amore a prima vista". "Inaccettabili minacce fasciste" condannate anche dall’assessore Pierfrancesco Maran.

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