Le 52 casette dell’acqua in città. Dieci milioni di litri bevuti nel 2023. La naturale batte ancora la gassata. MM: "Studio per potenziare la rete"

Le strutture pubbliche consentono ai cittadini di prelevare gratuitamente direttamente dall’acquedotto. Mascolo: "Impianti che consentono di far risparmiare soldi ai milanesi e di ridurre il consumo di plastica. L’anno scorso 286 tonnellate di materiali inquinanti in meno. Il sistema idrico ha solo il 14% di perdite".

Le 52 casette dell’acqua in città. Dieci milioni di litri bevuti nel 2023. La naturale batte ancora la gassata. MM: "Studio per potenziare la rete"

Le 52 casette dell’acqua in città. Dieci milioni di litri bevuti nel 2023. La naturale batte ancora la gassata. MM: "Studio per potenziare la rete"

Sono 52 ma il loro utilizzo è in continua crescita e MM, d’intesa con il Comune, ha intenzione di installarne di nuove nel breve e medio periodo. Parliamo delle casette dell’acqua che permettono ai cittadini di prelevare in modo gratuito, direttamente dalla rete acquedottistica, acqua refrigerata, naturale e frizzante. I numeri sui consumi sono significativi: nel 2023 nelle 52 casette dell’acqua sono stati erogati oltre 10 milioni di litri d’acqua (10.753.071) di cui 5.973.010 litri di naturale e 4.780.061 litri di gasata, garantendo così un risparmio di oltre 286 tonnellate di plastica e di più di 333 tonnellate di CO2. Ogni distributore è dotato di un piano d’appoggio con una vaschetta collegata direttamente allo scarico, per evitare la fuoriuscita d’acqua che nella stagione invernale potrebbe ghiacciare, e di una lampada Uv battericida sul beccuccio di erogazione, che garantisce la protezione da retro-contaminazioni. Le Case dell’acqua, accessibili anche a persone con disabilità, sono dotate di un impianto di illuminazione notturna a Led a basso consumo elettrico e di quattro telecamere di sicurezza contro gli atti vandalici. Le case dell’acqua possono essere geolocalizzate grazie alla funzione dedicata presente sul sito www.latuaacqua.it.

Francesco Mascolo, amministratore delegato di MM, spiega che "le casette dell’acqua sono le strutture che ci consentono di avvicinare i milanesi all’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto gestito da MM e consentono loro di non comprare l’acqua minerale in bottiglia. Oltretutto in bottiglie di plastica: purtroppo l’Italia è la nazione con il consumo pro capite più alto in assoluto nel mondo di bottiglie d’acqua in plastica. È un dato che dimostra una cattiva abitudine, conferma la potenza della lobby dell’industria delle acque minerali e svela la diffidenza degli italiani nel consumo dell’acqua pubblica".

Una diffidenza che secondo Mascolo è in parte giustificata dal fatto che "in passato, in alcune zone d’Italia, c’è stata una gestione non efficiente della rete idrica. Ma non è il caso di Milano, dove invece la tradizione ormai centenaria dell’acquedotto garantisce qualità. Ricordo che nella nostra città si registra la percentuale più bassa d’Italia, il 14%, sul fronte delle perdite di acqua nell’acquedotto e, inoltre, l’acqua milanese è estratta da una falda molto profonda e quindi è protetta da qualsiasi forma di inquinamento e dunque è un’acqua di ottima qualità. Tutti elementi che grazie alla cura del servizio e ai controlli effettuati nei nostri laboratori, garantiscono ai milanesi di usufruire di una risorsa abbondante, di qualità e a una tariffa che è la più bassa d’Italia: siamo sotto l’euro per metro cubo. Cioè un euro per mille libri di acqua. Al supermercato, invece, compriamo a 40 o 50 centesimi un libro e mezzo d’acqua. Per i meno abbienti ciò significa che l’acqua pubblica garantisce un risparmio significativo".

I milanesi, dunque, si fidano dell’acqua di Milano? "Sì, la percezione sulla bontà dell’acqua pubblica è decisamente più positiva di quella che si registra in altre parti del Paese", replica Mascolo. E l’utilizzo delle casette dell’acqua come va? "Cresce di anno in anno. Tanto che noi di MM, d’accordo con il Comune, stiamo pensando ad altri luoghi strategici dove collocarle. Quante in più nei prossimi anni? C’è uno studio in corso, per ora non mi sbilancio".

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