Chiude “La Latteria” di Brera amata da Miuccia Prada, Trussardi e Benigni. I gestori Arturo e Maria: “Mai accettate prenotazioni (neanche dai vip)”

Via San Marco a Milano, il 22 dicembre si abbasserà definitivamente la saracinesca su uno dei locali storici della città. I titolari: “Il nostro cuore rimarrà qui”

MILANO – Una parte di Milano che se ne va con la chiusura dello storico ristorante ‘La Latteria’, che per 58 anni è stato un locale simbolo della città e il 22 dicembre abbasserà definitivamente la saracinesca. Situato in via San Marco 24, a due passi da Brera, nasce nel dopoguerra proprio come una vera e propria latteria, dove la gente si fermava a mangiare qualcosa di genuino e di fatto in casa a prezzi bassi. Poi nel 1965 è passata nelle mani di Arturo e Maria Maggi che l’hanno trasformato in un ristorante dove regnano semplicità, genuinità e un clima familiare.

“Mio marito un giorno passando qui davanti in tram nota questa latteria. Quando torna a casa mi dice: ‘Ho trovato il posto giusto per noi’. E così è stato” - racconta Maria -. Qui intorno non c’era niente, solo il Corriere della Sera davanti a noi. E quando abbiamo aperto hanno iniziato a venire a pranzo i giornalisti, anche se avevano la mensa aziendale. Poi è arrivata la moda con Elio Fiorucci, Miuccia Prada e Nicola Trussardi che ai tempi erano ancora degli artigiani. Con il passare del tempo la nostra clientela si è ampliata anche agli stranieri che ci considerano il simbolo della cucina italiana. Un mio cliente olandese ha chiamato ‘La Latteria’ una società che ha fondato in Olanda perché ha detto che questo nome gli porterà fortuna. Per me sono queste le vere soddisfazioni del mio lavoro perché ho sempre considerato i miei clienti come una seconda famiglia. Loro per tutti questi anni mi hanno fatto sentire come una principessa e questa è la cosa che più mi mancherà e che porterò sempre nel cuore. Lo stesso cuore che metto nei piatti che preparo, che sono tutti molto semplici, genuini e fatti con le verdure del mio orto. La nostra filosofia è che quando ti siedi qui a tavola ti devi sentire come a casa tua, sia a livello di cucina sia come atmosfera. E negli anni ho capito che siamo riusciti a fare centro. Perché da noi sono sempre venuti imprenditori e personaggi di un certo livello come Urbano Cairo, Giorgio Falk, la famiglia Caracciolo, i conti Vistarino, le sorelle Sozzani, Roberto Benigni, che certo si potevano permettere ristoranti costosi e stellati. Ma quando avevano voglia un ambiente familiare venivano qui. Questo è sempre stato il mio orgoglio. Poi tutti i miei clienti mi hanno sempre detto che il mio ristorante è speciale e che ha un’anima. E io ci credo perché qui dentro ho passato la maggior parte della mia vita e il mio cuore resta qui”, continua la proprietaria commossa.

“La nostra è una cucina semplice perché uno che per lavoro deve pranzare tutti i giorni fuori casa deve mangiare senza appesantirsi e quindi abbiamo deciso di fare un menu di piatti leggeri e di qualità. Molte delle nostre materie prime arrivano dalla nostra campagna – spiega Arturo Maggi -. Inoltre io cucino sempre con pentole d’argento perché questo metallo toglie i sali acidi dal cibo e lo rende più sano. Una nostra ricetta, spaghetti al limone e peperoncino, è arrivata fino alla Casa Bianca, perché il cuoco di Obama quando era in visita a Milano è venuto a cena da me e si è innamorato della mia cucina. Una particolarità del nostro ristorante? Qui non si accettano prenotazioni e le regole della casa valgono per tutti, clienti vip e clienti normali”.

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