Lara Comi sotto processo: chiesti 5 anni di carcere per l’ex eurodeputata di Forza Italia

Comi è accusata di corruzione, fatture false e truffa ai danni dell’Unione europea nell’inchiesta “mensa dei poveri”, in cui sono imputate una sessantina di persone

L'ex deputata dell'Unione europea di Forza Italia Lara Comi
L'ex deputata dell'Unione europea di Forza Italia Lara Comi

Rischia parecchi anni di carcere l’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi, sotto processo per corruzione, fatture false e truffa ai danni dell’Unione europea per oltre 500 mila euro. I pubblici ministeri di Milano Stefano Civardi e Silvia Bonardi, che rappresentano la pubblica accusa, hanno chiesto una condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione.

Lara Comi è inquisita nell’ambito dell’enorme inchiesta giudiziaria “mensa dei poveri”, che riguarda un presunto sistema di mazzette, appalti, finanziamenti illeciti e nomine pilotate che tocca diversi livelli del tessuto politico-economico della Lombardia.

Nel processo sono imputate 68 persone, tra cui anche l’ex coordinatore di Forza Italia di Varese Nino Caianiello, definito dall’accusa il “burattinaio del sistema”. Caianiello, che ha patteggiato tempo fa, avrebbe usato soldi illeciti anche per finanziare i propri candidati alle elezioni regionali.

La versione della difesa

Per l’avvocato di Comi, Gian Piero Biancolella, si tratta di una richiesta di condanna "senza esporre alcuna motivazione che tenga conto delle risultanze istruttorie dibattimentali tra le quali, a titolo esemplificativo, le dichiarazioni dei co-indagati e testimoni che scagionano totalmente l'onorevole Comi”.

Il legale ha dichiarato che “il 29 maggio la difesa esporrà le ragioni che militano per una assoluzione dell'onorevole Comi per tutti i fatti contestati. Comi da parte sua si professa innocente in relazione alle contestazioni mosse”.

Gli altri imputati

I pubblici ministeri di Milano oggi hanno chiesto una condanna a 7 anni di carcere anche per l'ex vicecoordinatore lombardo di Forza Italia ed ex consigliere comunale milanese Pietro Tatarella, nonché 3 anni e 3 mesi di reclusione, con le attenuanti generiche, per l'ex consigliere regionale lombardo Fabio Altitonante, ora sindaco di un comune in Abruzzo.

Chiesti anche 2 anni di reclusione e 30mila euro di multa) per l'ex deputato di forzista Diego Sozzani per finanziamento illecito e con richiesta di assoluzione, invece, per l'imputazione di corruzione. Una condanna a 9 anni e 10 mesi, inoltre, è stata chiesta per l'imprenditore Daniele D'Alfonso.

Tra le richieste di condanna anche quella per Paolo Orrigoni (6 anni più confisca di 50mila euro), ex patron di Tigros, accusato di corruzione, mentre per l'ex dg di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale la richiesta è stata di 4 anni. Per il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, invece, è stata chiesta l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

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