GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

L’affondo di Majorino sulla disabilità "Meno aperitivi in Regione, più servizi"

Il candidato di centrosinistra e M5S: fondo per i minori disabili togliendo 10 milioni alle spese di rappresentanza

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di Giambattista Anastasio

"Meno aperitivi, più servizi". Lo slogan è di quelli che troverebbero tranquillamente posto in un eventuale dizionario per aspiranti populisti. A tutta prima l’impatto è questo, inutile nasconderlo. Ed è pure un impatto voluto, ovviamente. Ma c’è anche qualcosa in più. Quello slogan, se ricontestualizzato nell’ambito dell’intero discorso proferito ieri al Piccolo Teatro Studio da Pierfrancesco Majorino, racconta la direttrice della campagna elettorale del candidato del centrosinistra e del M5S alla presidenza della Regione: la radicalità dei messaggi e delle misure. Vale a dire: il ritorno ai temi che storicamente fanno parte, più di altri, del repertorio della sinistra, quindi i servizi alla persona e la parità di genere, il lavoro e la questione salariale. "Dobbiamo andare avanti sul piano della radicalità delle proposte – dice lo stesso Majorino –. Noi ci giochiamo il futuro della nostra proposta politica sulla dignità dei servizi alla persona". L’obiettivo è "togliere la Regione dal palazzo per inserirla nelle comunità, in relazione diretta con la dimensione dei bisogni".

Da qui lo slogan e la sua spiegazione. Majorino, ieri ha proposto "di togliere 10 milioni di euro dal capitolo relativo alle spese e agli eventi di rappresentanza della Regione per usarli nella creazione di un fondo speciale per i progetti per i bambini e le bambine con disabilità". Sotto questa voce rientrano anche l’impegno di "istituire un’agenzia per la vita indipendente" e "il riconoscimento dell’assistente personale". Quanto al lavoro, Majorino si dice convinto di poter creare "trecentomila posti nel green e nel comparto della sostenibilità ambientale", annuncia che azzererà "l’Irap alle start-up per i primi tre anni", e promette il protagonismo della Regione sulla questione salariale, questione che ovviamente sfugge alle competenze di Palazzo Lombardia. Sul salario e sui risvolti sociali dell’imprenditoria spinge, nel suo intervento al Piccolo Teatro Studio, Mario Tomasoni, amministratore delegato di una multinazionale: "Fare impresa con un’attenzione al sociale è possibile. Il mondo delle imprese non è necessariamente appannaggio delle destre. A sinistra – aggiunge poi – dobbiamo avere il coraggio di rivendicare battaglie come quella sui salari". Un’ultima nota sull’ambiente: per provare a contrastare lo smog in quella che è la "regione più inquinata d’Europa", Majorino annuncia di voler lavorare ad un piano condiviso con le altre regioni del Nord. Ma, a onor del vero, esiste già un protocollo condiviso da tutte le Regioni del bacino padano.

I servizi alla persona, il lavoro, i salari e, quindi, la parità di genere. Il candidato del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle annuncia che, in caso di vittoria alle urne, nella sua Giunta regionale ci sarà lo stesso numero di donne e di uomini e altrettanto varrà per le partecipate. Non è finita: avanti "con la piena attuazione della legge 194" e con "i consultori pubblici per la salute di genere". Infine la cultura: "Raddoppieremo gli investimenti" e una frecciata alla Lega e al centrodestra sull’autonomia: "Il ministro Roberto Calderoli non andrà da nessuna parte perché la maggioranza di governo non è unita" sul punto. "Questa volta – assicura Majorino – la partita è aperta e noi la giochiamo per vincere. Le parole di Attilio Fontana sul rischio dell’astensionismo ne sono una prova". Analoghe parole da Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano e ora eurodeputato: "Questa può essere la volta buona".

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