ANDREA GIANNI
Cronaca

Leonardo La Russa e la droga dello stupro nei capelli della ragazza. “Non c’è certezza che sia stata somministrata”

L’analisi sul tessuto della presunta vittima di violenza sessuale: “La sostanza potrebbe essere stata prodotta fisiologicamente”. La difesa del 21enne: “Molto soddisfatti, esclusa l’assunzione esterna”

Leonardo Apache La Russa fuori dal tribunale di Milano, dicembre 2023

Leonardo Apache La Russa fuori dal tribunale di Milano, dicembre 2023

MILANO – Non ci sono elementi per confermare l’assunzione o la somministrazione della cosiddetta “droga dello stupro” – Ghb – sui capelli della ragazza di 22 anni che ha denunciato di essere stata violentata da Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, la sera del 18 maggio 2023. Il giovane, che ha 21 anni, è indagato per violenza sessuale insieme all’amico Tommaso Gilardoni.

La consulenza conferma la presenza di tracce del principio attivo del Ghb nei capelli della ragazza, con una “concentrazione fisiologica della molecola”. Non è possibile, quindi, “esprimersi in riferimento a una singola somministrazione di Ghb in quanto tale evenienza non avrebbe prodotto un’apprezzabile variazione delle concentrazioni rilevate”.  È quanto emerge dalle conclusioni della consulenza disposta dalla procura di Milano ed effettuata con accertamento tecnico irripetibile sui capelli della ragazza, depositata venerdì pomeriggio.

Le analisi sono state affidate dal pubblico ministero Rosaria Stagnaro all’esperto di tossicologia forense e docente all’Università Statale, Domenico Di Candia. Le analisi “rappresentative di un arco temporale di circa 5 mesi dalla data del prelievo, hanno evidenziato, in ciascuno dei cinque segmenti analizzati, una concentrazione fisiologica della molecola”. E “le concentrazioni di Ghb evidenziate sono sovrapponibili a quelle comunemente attese in soggetti non consumatori della molecola”.

Esame non risolutivo

In sostanza, la consulenza non è dirimente sulla questione del Ghb, perché il range di dati è compatibile con una produzione fisiologica. I legali della 22enne nei mesi scorsi avevano depositato ai pm una propria consulenza nella quale si sosteneva che erano state riscontrate tracce di Ghb in un periodo compatibile con la notte tra il 18 e il 19 maggio, quando sarebbero avvenute le violenze denunciate dalla giovane, ex compagna di scuola del figlio del presidente del Senato e incontrata in un locale nel centro di Milano, che quella sera oltre a tranquillanti aveva assunto cannabis, cocaina e bevuto drink.

Gli avvocati Adriano Bazzoni e Vinicio Nardo, difensori di Leonardo Apache La Russa, esprimono intanto «soddisfazione» per gli esiti della consulenza: “Confermano in maniera assoluta che i livelli di Ghb rilevati nel capello della ragazza sono costanti nell’arco dei cinque mesi esaminati e che tali livelli escludono assunzioni esterne”.

L’incidente probatorio

La presenza della droga, denominata tecnicamente Ghb (acido gamma-idrossibutirrico), è stata messa agli atti dell’inchiesta nel corso di un incidente probatorio, uno strumento utilizzato in fase di indagini preliminari per assumere in anticipo delle prove utili ad un eventuale processo. È un istituto del codice penale spesso utilizzato quando ci sono prove – come tracce organiche – che potrebbero inquinarsi o deteriorarsi nel tempo.

Il racconto della presunta violenza

Lo scorso maggio, la ragazza di 22 anni ha accusato Leonardo La Russa di averla drogata durante una serata alla discoteca milanese Apophis, portata a casa e poi aver approfittato del suo stato di incoscienza per violentarla. In quella situazione, lei ha riferito che un amico di Leonardo che era lì quella sera – poi identificato in Tommaso Gilardoni – avrebbe avuto un rapporto sessuale con lei a sua insaputa perché stordita e incosciente. La Russa e Gilardoni hanno respinto le accuse sostenendo che si era tratto di un rapporto “consensuale”.

Cos’è la droga dello stupro

L’acido gamma-idrossibutirrico ha potenti effetti sedativi ed è solo una delle diverse sostanze stupefacenti che risposte al termine giornalistico di “droga dello stupro”. Usata fin dagli anni Ottanta, la sua capacità di induzione di amnesia retrograda ne hanno diffuso l’utilizzo illecito in quanto sostanza in grado di ridurre la capacità di resistenza della vittima di una violenza sessuale, annoverandola appunto tra le cosiddette “date rape drugs”.