La carica dei 146 oratori milanesi. Raggiungibili in dieci minuti a piedi. Anche nei quartieri senza servizi

I risultati della ricerca sulle proposte educative e ricreative per gli adolescenti nei 12 decanati della città. Rete che accoglie una comunità sempre più multietnica. Dopo la pandemia, "più evidenti le fragilità nascoste". .

La carica dei 146 oratori milanesi. Raggiungibili in dieci minuti a piedi. Anche nei quartieri senza servizi
La carica dei 146 oratori milanesi. Raggiungibili in dieci minuti a piedi. Anche nei quartieri senza servizi

Una rete di 146 realtà raggiungibili a piedi in 5-10 minuti. Così gli oratori sparsi in tutta Milano rappresentano una "variegata offerta educativa e aggregativa tesa all’inclusione sociale anche nelle zone della città più svantaggiate". È il primo risultato che emerge nella ricerca “Il posto degli oratori“ promossa dalla Fondazione oratori milanesi, che offre una panoramica sulle proposte educative e ricreative di questi luoghi dedicati agli adolescenti, nei 12 decanati della città. Lo studio è stato realizzato tra maggio 2022 e gennaio 2023, anche attraverso la somministrazione di questionari online, da docenti e ricercatori delle università Cattolica e Bicocca e del Politecnico.

L’analisi mette in luce la grande eterogeneità della popolazione residente nei 12 decanati della città (per esempio con riferimento alla distribuzione per età e alla composizione dei nuclei familiari). Una varietà a cui, ha sottolineato Veronica Riniolo, ricercatrice di Sociologia della Cattolica, corrisponde una certa disomogeneità nell’offerta educativa e ricreativa proveniente dal settore pubblico e da quello privato: "Alcuni territori, perlopiù quelli maggiormente svantaggiati dal punto di vista socio-economico, risultano più scoperti rispetto ad altri, con poche proposte rivolte ai più giovani. In particolare, alcuni quartieri di recente sviluppo (anche molto popolosi come Cascina Merlata) e i nuovi complessi residenziali (come quelli del Figino) rischiano di rimanere esclusi dall’offerta educativa e ricreativa". In questo contesto la presenza degli oratori appare ancora più preziosa, perché "capaci di offrire un servizio di prossimità, accessibile a piedi in 5-10 minuti in ogni quartiere. Gli oratori sono in grado di garantire potenzialmente una copertura estesa e diffusa, rappresentando, soprattutto in alcune aree della città, uno dei pochi centri di aggregazione giovanile".

Una parte importante dello studio ha poi cercato di delineare l’identikit di chi frequenta l’oratorio e di individuare le motivazioni di tale scelta. Accanto ai bambini e ai preadolescenti coinvolti nell’iniziazione cristiana, si osserva che, con l’aumentare dell’età, la presenza diventa "ingaggiata", impegnata a frequentare in modo attivo le proposte. Meno presenti dei bambini in termini numerici, i più grandi sono però più attivi. Ed è una presenza sempre più “mista” in termini multiculturali e multietnici. Ancora: l’emergenza sanitaria ha spinto a sviluppare nuovi linguaggi, consentendo di innovare il metodo delle proposte educative e ricreative. È risultato così più facile entrare in contatto con le fragilità nascoste o meno visibili. Emerso, in conclusione, come ha sottolineato Rosangela Lodigiani, docente di Sociologia dei processi economici all’Università Cattolica, l’identikit "dell’oratorio delle 4 C: comunità, convivialità, condivisione, co-protagonismo".

Intervenuti Lara Magoni, sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia, la vicesindaco Anna Scavuzzo, Giuseppe Como e Stefano Guidi, rispettivamente presidente e direttore della Fom.

Red.Mi.

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