La bellezza lontana dal clamore. Gaber e Colli, lì sposi nel 1965: "Tardai 40 minuti per un temporale"

Giorgio Gaber e Ombretta Colli si sono sposati nell'Abbazia di Chiaravalle nel 1965. Oggi, Casa Chiaravalle, un bene confiscato alla criminalità organizzata, offre servizi come abitazioni temporanee, accoglienza di richiedenti asilo e percorsi di sostegno all'autonomia.

La bellezza lontana dal clamore. Gaber e Colli, lì sposi nel 1965: "Tardai 40 minuti per un temporale"

La bellezza lontana dal clamore. Gaber e Colli, lì sposi nel 1965: "Tardai 40 minuti per un temporale"

Sono passati quasi 60 anni ma basta una foto per tornare al 12 aprile 1965, giorno del matrimonio tra Giorgio Gaber e Ombretta Colli. Il celebre cantautore e creatore del teatro-canzone scomparso vent’anni fa e la sua amata, cantante e attrice, che poi diventò anche politica, scelsero proprio l’abbazia di Chiaravalle per coronare il loro amore. Un posto defilato, isolato dal centro urbano (che poi fu anche il luogo dei funerali del Signor G, nel 2003). Si dice che entrambi lavorarono la sera prima: Gaber fuori città, Ombretta al Derby, dove a farle gli auguri c’erano Cochi e Renato. Quella giornata “storica“ è stata raccontata più volte, da allora. Appuntamento all’Abbazia di Chiaravalle, appunto, quella mattina di primavera. "Mi aveva detto di non farlo aspettare come un pirla davanti all’altare e gli risposi: “No figurati”. Mi preparai – è il ricordo della sposa –, arrivò l’auto ma scoppiò un terribile temporale. L’abbazia era lontana e non c’erano i cellulari. Poi trovammo un ingorgo e quando finalmente ripartimmo, rischiammo di essere investiti da un’altra auto. Arrivai con 40 minuti di ritardo: lui mi sorrise, io rimasi spiazzata dalle mie amiche che piangevano in gruppo perché ero la prima a sposarmi. Il Papa ci aveva mandato un telegramma, c’erano moltissimi fotografi appollaiati ovunque e solo all’altare scoprimmo che il nostro prete tartagliava. Per pronunciare Gaberscik, il cognome di Giorgio, ci vollero alcuni minuti".

Poi la luna di miele in Liguria e in Francia. Con festa in Autogrill. "Del nostro matrimonio abbiamo riso per un sacco di tempo". Chiaravalle è anche questo: un luogo scelto per il suo fascino ma anche per la sua posizione, lontana dal clamore. Ma con un potenziale infinito, in grado di stare al passo con i tempi. Tra i progetti che evidenziano il “buono“, a pochi passi dall’abbazia, in via Sant’Arialdo 69, c’è Casa Chiaravalle, progetto gestito e promosso da Passepartout – Rete di imprese sociali costituita dalle cooperative sociali La Cordata, FuoriLuoghi, Tuttinsieme, Progetto Integrazione e Genera. Il più grande bene confiscato alla criminalità organizzata in Lombardia è diventato patrimonio della collettività: tra i servizi, abitazioni temporanee per chi non ha casa e accoglienza di persone che chiedono asilo, percorsi di sostegno all’autonomia, formazione e inserimento lavorativo, azioni di intercultura per favorire la conoscenza e il confronto tra le persone e per costruire nuove convivenze sui territori.

M.V.

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