ANNA GIORGI
Cronaca

"Un’auto oltre il limite, i 50 chilometri orari avrebbero salvato Karl Nars"

La manovra proibita, poi la carambola tra due vetture e lo schianto: il 18enne in vacanza con la famiglia morì schiacciato contro un palo. Chiuse le indagini dei pm: ai conducenti contestato l’omicidio stradale

I rilievi della polizia locale in viale Umbria dopo l’incidente dell’agosto scorso

I rilievi della polizia locale in viale Umbria dopo l’incidente dell’agosto scorso

Milano – Chiusa l’indagine per la morte di Karl Nasr, il ragazzo libanese di 18 anni travolto e schiacciato contro un palo da un’Audi finita sul marciapiede dopo lo schianto e la carambola con un’altra auto, una Renault Captur. Era l’agosto 2023, cintura semicentrale Est di Milano. A distanza di nove mesi è stato notificato l’avviso di conclusioni indagini: entrambi i conducenti sono indagati in cooperazione colposa per omicidio stradale. Sotto accusa una manovra vietata da parte della donna e la velocità sostenuta (71 orari contro i 50 obbligatori) per l’uomo che poi ha schiacciato il ragazzo provocandone la morte.

La donna , A.R., residente in Italia ma di origini egiziane, al volante della Renault, aveva compiuto una inversione a “U“ mentre l’uomo, F.C., alla guida dell’Audi Rs7 non aveva moderato la velocità in prossimità dell’incrocio tra via Colletta e viale Umbria. Per i periti della procura, incaricati dal pm Antonio Cristillo di analizzare la dinamica, quando l’Audi è stata “toccata“ dalla Renault, nell’auto di grossa cilindrata si sono attivati tutti i sistemi di controllo che le hanno consentito subito di bloccare la marcia: purtroppo il colpo dovuto allo scontro ha spostato l’autovettura di lusso proprio in direzione del palo davanti al quale stava passando lo sfortunatissimo Karl.

Sempre stando a quanto stabilito dai periti, però, se l’Audi avesse moderato la velocità forse avrebbe potuto evitare la coincidenza dell’impatto con il passaggio del giovane. La donna alla guida della Renault viaggiava a una velocità molto bassa, ma per fare l’inversione vietata ha occupato la carreggiata, dando origine alla “reazione a catena“.

A ricostruire cosa è successo c’è anche l’esito della autopsia e la perizia cinematica, mentre le immagini delle telecamere di un palazzo nei pressi del luogo dell’incidente sono state visionate e hanno consentito di completare la ricostruzione della dinamica. Entrambi gli indagati, lei di 38 anni e lui di 51, per cui sarà chiesto il rinvio a giudizio, sono risultati negativi all’alcoltest, negativi anche gli esiti degli esami tossicologici. L’indagine è proseguita in questi mesi con tutti i rilievi necessari a ricostruire la precisa dinamica dell’incidente e a stabilire le effettive responsabilità dei due conducenti delle auto coinvolte nello scontro.

Karl Nasr stava passeggiando in compagnia dei genitori (il padre Michel di 57 anni, la madre Carla di 52) quando l’Audi gli è piombata addosso all’improvviso, schiacciandolo e procurandogli ferite mortali. Trasportato in codice rosso al Niguarda, dove era stato sottoposto a una lunga operazione chirurgica, il giovane era morto la mattina seguente. I genitori del 18enne, libanese con passaporto anche canadese, erano stati a loro volta accompagnati al Pronto Soccorso, entrambi colpiti da malore dopo avere assistito alla scena della morte di loro figlio. La madre di Karl aveva anche riportato una frattura alla spalla. Con venti giorni di prognosi, invece, era stata dimessa dal Policlinico la donna alla guida della Renault.

Karlito , come lo chiamavano gli amici, era appena stato ammesso all’American University of Beirut per studiare Biologia e poi Medicina, sulle orme del fratello maggiore Elias. Ogni estate, dal 2016, aveva scelto di visitare Milano, la sua città preferita. Amava la cultura italiana, la sua arte, la cucina. In una tragica giornata d’estate, il primo agosto del 2023, la famiglia Nasr era diretta a piedi verso un museo in zona Brera. Erano le 13.30 di un martedì, l’incrocio tra via Colletta e viale Umbria.