Il sindaco Sala pensa al dopo 2026: "Vorrei continuare a fare politica. Vicino al Pd, ma da indipendente"

Il primo cittadino all’evento dell’ala Bonaccini. "Federare il centrosinistra? Il campo largo fa ancora fatica". Appello per le elezioni: "Bisogna allargare. A Milano è stato uno sforzo enorme, si fa presto a tornare indietro".

Il sindaco Sala pensa al dopo 2026: "Vorrei continuare a fare politica. Vicino al Pd, ma da indipendente"

Il sindaco Sala pensa al dopo 2026: "Vorrei continuare a fare politica. Vicino al Pd, ma da indipendente"

Il suo secondo e ultimo mandato finirà nel 2026, subito dopo le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, e per il dopo il sindaco Giuseppe Sala al momento ha una certezza: "So cosa non farò. Per me tornare al mondo delle aziende e della finanza è un capitolo chiuso della mia vita. Mi piacerebbe sicuramente continuare in politica", ha detto il primo cittadino di Milano a margine dell’evento “L’Europa che vogliamo“, organizzato dall’ala bonacciniana del Pd (nella foto è col governatore emiliano Stefano Bonaccini). "O comunque vorrei impegnarmi nel sociale, è anche una questione di finestre e opportunità, manca troppo tempo – ha proseguito –. Ma ho capito che se dovessi e potessi continuare a lavorare sarebbe sul fronte politico e sociale".

Rimanendo al fianco più che dentro il Partito democratico: "Vedremo, ne parlo spesso anche coi vertici del Pd. Credo che il fatto che io sia sempre stato indipendente sia stato un vantaggio per tutti, per me ma anche per il Pd" che, riconosce Sala, "si è sempre comportato in maniera leale. Inutile negarlo: è il mio partito di riferimento, il mio azionista di maggioranza in consiglio e in giunta, i rapporti sono sempre stati buoni. Detto ciò, credo che sia giusto e utile continuare da indipendente".

Un possibile ruolo di “federatore“ del centrosinistra lo vede però "troppo difficile. Il campo largo a oggi fa fatica a esistere nel centrosinistra - dice ai cronisti -. La fortuna del centrodestra è che hanno Forza Italia che garantisce una tenuta sul centro e sulla parte moderata, che in questo momento manca a noi. Bisogna guardare alla formazione di nuove forze, però vediamo quanto fanno fatica a coesistere in un campo di sinistra".

Dal palco, Sala sarà perentorio: "Mi inc...o quando penso che con questa qualità delle persone poi perdiamo. Quindi iniziamo dalle europee ad avere bene in testa che bisogna allargare e non stringere, guardare alle cose che ci accomunano e non che ci dividono". Chiunque sarà candidato "avrà il mio appoggio, queste elezioni non si devono ridurre a un referendum sui leader dobbiamo mandare a Bruxelles gli uomini e le donne giuste". "Penso che essere europeisti significa fare una scelta di campo – ha aggiunto –. Io ho fatto uno sforzo enorme per rendere Milano internazionale, aperta, allargata e non ce l’ha regalato nessuno, ma si fa presto a tornare indietro. Questo sia di monito ai milanesi". Gi. Bo.

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