Il murale con la mappa dei diritti: "Duecento volti ispirano per il futuro"

Da Amalia Ercoli Finzi ad Alessandra Kustermann, da Patrick Zaki a Luca Attanasio e don Gino Rigoldi. Il palazzo di via Ortica 1 diventa un manifesto di vite esemplari da conoscere e approfondire .

Il murale con la mappa dei diritti: "Duecento volti ispirano per il futuro"
Il murale con la mappa dei diritti: "Duecento volti ispirano per il futuro"

MILANO

Ci sono i volti della signora delle comete Amalia Ercoli Finzi, dell’ambasciatore di pace Luca Attanasio, di Patrick Zaki, Gino Strada, Michela Murgia e Franca Rame dipinti sui muri dell’Ortica. Si legge la storia dei diritti, dalla salute alla giustizia, dall’istruzione alla libertà d’espressione. L’ultima opera realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles e dall’associazione OrMe - Ortica Memoria su un palazzo di via Ortica 1, è stata inaugurata ieri mattina. "Non è stato facile scegliere i 200 volti che disegnano il murale e insieme una vera e propria ‘mappa’ dei diritti – ha ricordato la vicesindaco del Comune di Milano, Anna Scavuzzo –. È un’opera d’arte che rende più prezioso il museo a cielo aperto di OrMe e ci permette di raccontare altre duecento storie, esemplari e di ispirazione per noi e per i tanti giovani che seguono con interesse i progetti artistici di Ortica Memoria". Tra i milanesi ci sono Cesare Castiglioni, fondatore della Croce Rossa Italiana, la pedagogista Giuseppina Pizzigoni ed Elda Mazzocchi Scarzella, che istituì, a Milano, un centro di assistenza per le mamme arrivate dai campi tedeschi, dando vita al Villaggio della madre e del fanciullo. Con loro Gianni Delle Foglie, pioniere, insieme al compagno Ivan Dragoni, delle unioni omosessuali in Italia, con un matrimonio simbolico in piazza della Scala, nel 1992. E poi Alessandra Kustermann, prima donna primario della Clinica Mangiagalli e fondatrice del primo Centro antiviolenza. C’è il volto dello storico cappellano del carcere minorile Beccaria, Don Gino Rigoldi, ci sono Franca Valeri e Bruno Munari. C’è AstroSamantha e c’è Cristina Cattaneo, che sta cercando di dare un nome ai migranti naufragati 10 anni fa a Lampedusa e ricordati nello stesso murale, che rimanda a “Il Quarto Stato”, con la folla compatta e vivace a ricordare il lavoro ancora da fare.

E c’è un volto “sparito“, quello di Franca Caffa, 94 anni, lottatrice per il diritto alla casa. "Nessuno mi aveva avvertito che il mio ritratto sarebbe stato inserito – ha spiegato ieri all’Agi –. Quando l’ho saputo, all’inizio sono stata lusingata ma poi ho riflettuto e detto di no. La difesa dei diritti è incompatibile con questa amministrazione e i murales non solo a Milano, ma anche a New York e in tutto il mondo, sono diventati uno strumento usato dalle società immobiliari per far aumentare i prezzi". "Abbiamo tempestivamente provveduto a comunicarlo al collettivo artistico Orticanoodles che, al momento dell’avvio dei lavori non ha incluso Franca Caffa nelle bozze né nel murale finale", precisa Serafino Sorace, presidente dell’associazione OrMe, che lavora con scuole, università e terzo settore, per la creazione di opere murarie partecipate sui temi della memoria.

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