Fondo Casa tra Comune e Invimit: "Operazione conclusa entro l’anno. L’obiettivo è salire a 35mila alloggi"

Maran: il patrimonio attuale è di 28mila appartamenti, vogliamo acquistarne per lavoratori e studenti. Inizialmente conferiremo 2mila immobili al Fondo. Poi venderemo lo stabile di Jacopino da Tradate. .

Fondo Casa tra Comune e Invimit: "Operazione conclusa entro l’anno. L’obiettivo è salire a 35mila alloggi"
Fondo Casa tra Comune e Invimit: "Operazione conclusa entro l’anno. L’obiettivo è salire a 35mila alloggi"

"Il Fondo Casa di Comune e Invimit ha l’obiettivo è passare da 28 mila a 35 mila alloggi di proprietà municipale entro il 2030". L’assessore alla Casa Pierfrancesco Maran illustra l’operazione avviata dalla Giunta comunale giovedì scorso e svelata domenica dal “Giorno“ e fissa i tempi: "Entro primavera vogliamo chiudere una fase di studio dell’operazione e subito dopo, entro l’estate, presenteremo la proposta al Consiglio comunale. Se tutto andasse bene, il Fondo Casa potrebbe essere costituito entro il 2024. Se così fosse, riusciremmo ad acquistare le prime case nuove entro il primo semestre del 2025".

Assessore Maran, partiamo dai numeri del patrimonio comunale di case popolari.

"Attualmente il Comune possiede 28 mila appartamenti, che necessitano di ingenti investimenti: 22 mila case sono assegnate, poco meno di 6 mila sono sfitte (sullo sfitto siamo al miglior risultato degli ultimi decenni, frutto di un investimento di 120 milioni di euro in sette anni da parte delle due Giunte Sala) di cui circa 500 occupate abusivamente (10 anni fa erano 2.300). Vorremmo salire a 25 mila alloggi effettivamente utilizzati come case popolari e a questi aggiungere altre 10 mila case da affittare a canoni abbordabili per studenti e lavoratori, ad esempio i tranvieri".

In che modo pensate di raggiunge l’obiettivo?

"Vogliamo cambiare lo schema di gioco per migliorare la situazione. Palazzo Marino investe 40 milioni di euro in spesa corrente e 60 milioni di euro all’anno come investimento per mantenere l’attuale patrimonio, su cui però i residenti esprimono vari tipi di insoddisfazioni. L’Aler, intanto, negli ultimi anni ha venduto e ridotto del 30% il numero delle sue case, ma senza migliorare i risultati delle manutenzioni. Noi vogliamo provare una strada nuova che metta insieme Casa e Urbanistica. Vogliamo utilizzare le leve urbanistiche per acquistare palazzi e appartamenti nuovi, che avranno minori bisogni manutentivi e minori costi di bollette per gli inquilini. Subito dopo, potremmo vendere alcuni palazzi che necessitano di grandi investimenti. Esempi? Il Consiglio comunale ha deliberato nell’ultimo bilancio la cessione degli alloggi in via Jacopino da Tradate e in via De Predis. L’obiettivo è che nelle case pubbliche entrino sempre più lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti".

Quanti immobili comunali avete intenzione di conferire inizialmente al nuovo Fondo?

"Tra i mille e i duemila appartamenti. Al fondo potremmo conferire alcuni palazzi con l’intenzione di fissare un modello di gestione amministrativa più efficace, posto che il valore degli affitti Erp è fissato per legge e la manutenzione dei palazzi dovrebbe rimanere a Mm. Il fondo potrebbe lavorare per recuperare in quei palazzi quote di morosità e investire per ridurre i costi di gestione".

Quindi Mm resta in campo?

"Mm resterebbe il player della gestione mentre il Fondo Casa diventerebbe quella Società Casa di cui abbiamo parlato nel documento strategico di qualche mese fa. Questo potrebbe essere un nuovo modello di gestione a livello nazionale".

Quali case acquisterete?

"Va ricordato che il Comune ha un diritto di prelazione su una serie di case nel nuovo quartiere che nascerà nello scalo Farini. Ma questa è un’operazione che si potrà concretizzare tra sei o sette anni. Noi, invece, abbiamo necessità già nei prossimi mesi di capire quali case sul mercato possiamo acquistare, magari già a inizio 2025".

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