Fausto e Iaio, le indagini riaperte e la pista romana: "Ora perizia sui bossoli"

Milano, ancora conservati i reperti su attentati dell’epoca contro giovani di sinistra. Guido Salvini: altre indagini sono possibili alla luce delle nuove tecniche

Fausto e Iaio

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«Le tecniche scientifiche, anche se i reperti possono essere in parte usurati, si sono molto evolute. Tra l’altro nei faldoni della mia indagine sono ancora conservati alcuni dei reperti che avevamo già acquisito al Tribunale di Roma relativi agli attentati precedenti contro giovani di sinistra". Guido Salvini, magistrato milanese andato in pensione di recente, si occupò dell’omicidio di Fausto e Iaio come giudice istruttore negli anni ’90. E ora torna sul caso - e sulla "pista romana che emerge dalle indagini precedenti" - alla luce della decisione del procuratore di Milano Marcello Viola di aprire un fascicolo conoscitivo sull’omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, i due diciottenni uccisi il 18 marzo del 1978 nei pressi del centro sociale Leoncavallo.

Fascicolo che, se dovessero emergere elementi nuovi, potrebbe essere il primo passo per una riapertura delle indagini archiviate in passato perché nonostante "significativi elementi" a carico "della destra eversiva" e degli indagati dell’epoca, tra cui Massimo Carminati, non sono state trovate prove in grado di reggere un processo. «Si potrebbe sul piano tecnico e scientifico – spiega Guido Salvini – procedere a una complessiva perizia comparativa tra i bossoli e i proiettili dei colpi con i quali furono uccisi i due ragazzi e quelli esplosi negli episodi simili avvenuti nei mesi precedenti e anche successivi a Roma in cui furono colpiti altri giovani militanti di sinistra, non esclusi i colpi sparati durante la rapina all’armeria Centofanti a Roma di due settimane prima durante la quale il titolare del negozio uccise il militante dei Nar Franco Anselmi al cui nome fu intitolato proprio il volantino di rivendicazione, “Brigata Combattente Franco Anselmi”, dell’assassinio di Fausto e Iaio. È un lavoro che avevamo già cominciato nella prima indagine – conclude – ma il tempo non fu sufficiente perché le indagini con il vecchio rito del giudice Istruttore andarono a scadere per legge".

Nuovi accertamenti, è il ragionamento del magistrato, sono ancora possibili, nonostante sia trascorso quasi mezzo secolo dal duplice omicidio. Indagini balistiche sulle pistole sequestrate in quel periodo a Roma a esponenti dei Nar. Anche Bruno Tinelli, fratello di Fausto, parlando a Palazzo Marino aveva esortato ad andare avanti nella battaglia per la giustizia: "Con gli attuali strumenti tecnici, nuove indagini scientifiche potrebbero aiutarci a trovare i colpevoli".

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