Fausto e Iaio e il delitto senza verità: dopo 46 anni il sindaco Beppe Sala chiede di riaprire le indagini

I due giovani furono uccisi il 18 marzo 1978 all’età di diciott’anni da tre persone. Il caso era stato archiviato nel 2000 e la Procura di Milano ora dovrà decidere se riaprirlo

Una manifestazione in ricordo di Fausto e Iaio (Archivio)
Una manifestazione in ricordo di Fausto e Iaio (Archivio)

Ammazzati a diciott’anni con otto colpi di pistola la sera del 18 marzo 1978 da tre persone senza volto né nome. Sull’omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci, ora, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha chiesto alla Procura di Milano di riaprire le indagini

La richiesta fa seguito a una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale il 29 maggio 2023, su proposta di Rosario Pantaleo, consigliere del Partito democratico. “Adesso attendiamo il riscontro della Procura della Repubblica e sarebbe molto importante se fosse un riscontro positivo per la riapertura delle indagini”, ha il consigliere intervenendo in aula.

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L’omicidio dei due ragazzi, entrambi frequentatori del centro sociale Leoncavallo, è rimasto irrisolto. I due stavano facendo ricerche sullo spaccio di droga nella zona e gli unici ad aver rivendicato gli omicidi furono i Nuclei armati rivoluzionari (Nar), un’organizzazione terroristica di stampo neofascista.

Le indagini, durate 22 anni, sono state archiviate nel 2000 dalla giudice Clementina Forleo “pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva ed in particolare” degli allora indagati Massimo Carminati, Mario Corsi e Claudio Bracci: tutti membri, negli anni Settanta, nei Nar.

La ferita inflitta a Milano è, quindi, rimasta aperta. E a più riprese le famiglie di Fausto e Iaio hanno chiesto giustizia. L’attenzione mediatica sul caso è aumentata l’anno scorso, in occasione dell’uscita del podcast di Roberto Scarpetti “Viva l’Italia. Le morti di Fausto e Iaio”. Sul caso, le famiglie e l’intera città attendono, adesso, il responso della Procura di Milano.

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