NICOLA PALMA
Cronaca

Chi è l'evaso di Bollate Cristian Filippo Braidich: la fuga del ras delle Case bianche

È considerato uno degli esponenti di spicco della famiglia che ha eletto a suo fortino la zona tra viale Testi e viale Sarca. Nel giugno del 2019 gli spari in corso Como. Due anni dopo, l’arresto per spaccio dei carabinieri. Da sabato mattina è sparito nel nulla

L'esterno del carcere di Bollate

L'esterno del carcere di Bollate

Bollate (Milano) – Alcune tracce ritrovate nella primissima fase degli accertamenti investigativi fanno pensare che abbia scavalcato la recinzione per scappare, ma c’è pure chi pensa che sia uscito direttamente dalla porta carraia approfittando del viavai e della sua condizione di detenuto «sconsegnato». Vale a dire libero di muoversi all’interno dell’istituto penitenziario per raggiungere l’officina meccanica dove lavorava ogni giorno per poi fare rientro in cella.

La fuga del ras delle Case bianche

Una cosa è certa: sabato mattina il pluripregiudicato Cristian Filippo Braidich, nato a Benevento il 17 novembre 1982 ma considerato uno degli esponenti di spicco della famiglia che ha eletto a suo fortino le Case bianche tra viale Testi e viale Sarca, è sparito nel nulla. «Il detenuto, di etnia rom, con fine pena nel 2032, lavorante presso l’officina regionale e “sconsegnato”, si è allontanato dalle 10 di ieri mattina (sabato, ndr), uscendo probabilmente dal blocco del carcere, e solo ieri sera alle 22 durante la conta si sono accorti dell’evasione. Da un successivo controllo della cella in cui era ristretto, è stato rilevato che non vi erano più effetti personali e quant’altro e quindi l’evasione era stata sicuramente premeditata», ha fatto sapere Alfonso Greco, segretario regionale del sindacato della polizia penitenziaria Sappe.

La polemica del sindacato

E ancora: «L’evasione riapre la ferita delle condizioni della struttura di Bollate e quindi l’inefficienza di un’amministrazione che, nonostante le continue segnalazioni, continua a ignorare le problematiche: è inaccettabile che ancora oggi avvengano evasioni in modo così rocambolesco solo perché proprio l’amministrazione non ha ancora effettuato i necessari interventi strutturali».

Il curriculum criminale

Braidich era finito (di nuovo) dietro le sbarre nell’aprile 2021, arrestato insieme ad altre 36 persone a valle di un’inchiesta antidroga dei militari della Compagnia Duomo su un imponente giro di spaccio in piazza Prealpi: in particolare, all’allora trentottenne era stato contestato di aver venduto 11 chili di hashish il 27 gennaio 2019. Il 29 ottobre 2020, la Cassazione ha poi reso definitivo nei suoi confronti anche un patteggiamento per ricettazione e detenzione e porto abusivo di armi da sparo. Gli stessi reati contestati al Cristian Filippo Braidich che all’alba del 10 giugno 2019 piombò in sella a una Ducati Panigale in corso Como ed esplose alcuni colpi di pistola, probabilmente dopo una lite avvenuta davanti a un bar qualche ora prima. Gli investigatori dell’Arma lo ammanettarono quaranta giorni dopo a Varazze, in Liguria, circondando l’appartamento dove si era rifugiato.