
Davide Pasqualini, 44 anni, morto lanciandosi dall'ottavo piano di un palazzo del Corvetto: la mamma è stata uccisa a coltellate in casa
Milano, 11 luglio 2025 - La sedia trascinata dal secondo piano all’ottavo. La finestra spalancata. Poi il lancio nel vuoto. Un volo di circa 30 metri che non ha lasciato scampo a Davide Pasqualini, di 44 anni, dipendente di una multinazionale americana in centro città.
Il dramma si è consumato ieri notte dopo le 2 in un condominio signorile di via Scheiwiller 5, in zona Brenta, tra corso Lodi e viale Puglie, dove l’uomo abitava. “Ho fatto una cosa brutta. Ora mi ammazzo”, è il messaggio che ha inviato su WhatsApp a un’amica di famiglia. Poco dopo le 8 è emersa la disgrazia. Una doppia tragedia, perché in casa, nell’appartamento al secondo piano, c’era la madre di lui, Giovanna Brusoni, uccisa a coltellate. Aveva 73 anni. Tutto lascia pensare a un caso di omicidio-suicidio che non ha ancora un perché.
Dietro il gesto di Davide Pasqualini potrebbe esserci un malessere profondo dovuto alla recente scomparsa del padre Alberto, morto poco più di un mese fa (i funerali sono stati celebrati lo scorso 3 giugno) a causa di un tumore. Stando a quanto risulta al Giorno, l’uomo viveva da solo da anni ma era tornato a casa dei genitori un anno fa per accudire il padre malato, bancario in pensione. Anche la signora Giovanna era in pensione e, chi la conosce, dice che per tutta la vita si era dedicata alla famiglia e alla casa; aveva avuto un’occupazione, in passato, lasciata quando era diventata madre. “Era gentile, silenziosa e premurosa”, così viene descritta.
Davide, figlio unico, a quanto pare non era seguito da alcuna struttura ma è verosimile che, pur non avendo malattie psichiatriche conclamate, fosse psicologicamente fragile. E la morte del padre potrebbe aver acuito il suo malessere fino trasformarlo in angoscia insostenibile. Nel palazzo rosso mattone, tutti lo conoscevano come un uomo tranquillo ed educato. Era ormai giorno quando il suo corpo senza vita, inizialmente irriconoscibile, è stato visto nel cortile interno di casa da una residente. Poi la chiamata al 112. Le Volanti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura e i vigili del fuoco sono arrivati attorno alle 8.
In base a una prima ricostruzione, nella notte Davide Pasqualini è salito fino all’ottavo e ultimo piano del palazzo raggiungendo una veranda dello spazio comune e gettandosi da una balaustra dopo aver spalancato una finestra. Gli agenti hanno trovato una sedia lì davanti, probabilmente portata su dall’appartamento, e, sopra alla seduta, un paio di occhiali. Quando i pompieri sono entrati nell’appartamento in cui il 44enne viveva insieme alla madre, forzando la porta perché nessuno rispondeva dall’interno, hanno trovato la salma della madre in un lago di sangue, con addosso i segni delle coltellate. Ancora da stabilire il numero esatto; di certo, le ferite si concentrano sulla parte alta del corpo, in particolare sul torace, alla gola e a un braccio. E l’arma, un coltello da cucina dalla lama di circa 15 centimetri, era nella stanza. La 73enne era sul letto, in pigiama, e verosimilmente si è svegliata una volta aggredita, cercando di difendersi: la posizione in cui è stata trovata, con il busto fuori dal letto, lascia pensare si sia sollevata.
Gli accertamenti sono in corso. Ieri in via Scheiwiller i rilievi della Polizia Scientifica sono andati avanti per ore; sul posto, anche la pm Alessia Menegazzo. L’omicidio potrebbe risalire a un’ora prima del suicidio. Davanti al palazzo, ieri, si sono presentati alcuni amici di Davide, sconvolti. “Siamo cresciuti insieme. È un dolore troppo grande. Nessuno poteva immaginare potesse compiere un gesto del genere”, dice uno. “Io sono scioccata, era una bravissima persona – racconta Valeria, una conoscente –. Insieme partecipavamo a dei giochi online. Si rideva e si scherzava insieme. Ma era da più di una settimana che non pubblicava nulla sui social. Chissà cosa aveva nel cuore”.