Davanti al centro islamico. Sputi e minacce a Davi: "Che cultura veicolano?"

Il giornalista apostrofato come "ebreo di m." sul marciapiedi di viale Jenner. La Comunità: il sindaco pensa solo a riconoscimenti fasulli per la Palestina.

Davanti al centro islamico. Sputi e minacce a Davi: "Che cultura veicolano?"

Davanti al centro islamico. Sputi e minacce a Davi: "Che cultura veicolano?"

Le domande sull’attacco del 7 ottobre. La richiesta di intervistare l’imam. La situazione sembra tranquilla, ma poi la tensione sale nel giro di pochi minuti. Fin quando un uomo inizia a insultare Klaus Davi davanti all’ingresso del centro islamico di viale Jenner: "Ebreo di m., siete assassini, figli di p.. Vai via o ti succede qualcosa di brutto". Poi lo sputo e il tono di voce che si fa alto e perentorio per intimare all’interlocutore di allontanarsi e di andare altrove a porre i suoi quesiti sul massacro di Hamas. Non lì davanti. L’aggressione verbale è andata in scena venerdì pomeriggio, ripresa in varie fasi in un video postato sul canale Youtube Klauscondicio del giornalista: "La mia intenzione era semplicemente indagare sul punto di vista dei frequentatori del centro relativamente alla strage del 7 ottobre. E poi eravamo sul viale, uno spazio pubblico, non all’interno del centro", spiega Davi. Che poi aggiunge di essere rimasto colpito dal fatto che quando ha chiesto una sigaretta a un ragazzo qualcuno gli ha detto in arabo “non dargliela, è un ebreo”: "Sono per la libertà religiosa: che tipo di cultura viene veicolata in questi contesti? Che rischi sta correndo la comunità ebraica?". Al momento, non è stata presentata alcuna denuncia: se arriverà, le forze dell’ordine avvieranno gli accertamenti sull’accaduto.

"Non avrei immaginato un tasso di aggressività e di controllo territoriale così capillare. Mai visto, anche in zone molto complesse, un simile marcamento del territorio. Ma qui non siamo a Ponticelli o a Caivano o ad Archi, qui siamo sulle strade di Milano. Lo Stato e la politica dovrebbero riflettere", chiosa Davi. "Questa aggressione illustra meglio di mille parole la situazione a Milano, mentre il sindaco Sala fa votare per riconoscimenti fasulli della Palestina utili solo a esaltare e legittimare il fanatismo islamico", la reazione del presidente della Comunità ebraica Walker Meghnagi. "Il caso Davi ricorda come dal 7 ottobre siamo diventati cittadini di Serie B", gli fa eco Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica. "Preserviamo le sinagoghe e le moschee in Italia da ogni infiltrazione ideologica e volgare provocazione che alimenti odio e la negazione della dignità e del diritto di ogni credente nella sua libertà di culto", sottolinea l’imam Yahya Pallavicini nell’esprimere solidarietà alla Comunità ebraica.Nicola Palma